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Martedì, 31 Agosto 2021 16:57

Caccia. LaV: Regioni strizzano l'occhio ai cacciatori. E le regole?

Con la scusa delle preaperture dal 1° settembre si inizia.

Come ogni anno anche il 2021 ripeterà il consueto copione venatorio. La stagione si apre ufficialmente la terza domenica di settembre, quindi il 19, ma la gran parte delle Regioni anche in questa occasione concedono ai cacciatori di poter andare a caccia già dal 1 settembre, sfruttando le cosiddette preaperture, una possibilità – non un obbligo – alla quale i Presidenti delle Regioni non hanno mai rinunciato, pur di accontentare i loro concittadini portatori di doppietta.

Si legge in una comunicato della LAV.

Un favoritismo che peserà ancora di più sugli animali selvatici dopo la gravissima stagione di fuoco che ha investito il nostro Paese, dove gli incendi sono cresciuti del 256% rispetto alla media storica 2008-2020 (dati Effis), investendo Liguria, Calabria, Sardegna, Puglia, Sicilia, Campania, Basilicata, Abruzzo, Marche, Molise e Toscana.

Nonostante le innumerevoli richieste, nessun Presidente di queste Regioni, ha deciso di cancellare o almeno posticipare l’apertura della stagione di caccia, possibilità offerta dallo stesso articolo 18 della L.157/92 che invece viene utilizzato regolarmente ogni anno per autorizzare le preaperture.

Secondo la Legge quadro sugli incendi boschivi 353/2000, i circa 158 mila ettari bruciati nel 2021 sono automaticamente vietati alla caccia fino al 2031.

Le superfici sottoposte al divieto sono riportate nel catasto delle aree percorse dal fuoco di cui deve essere dotato ogni Comune. In realtà moltissime amministrazioni comunali non hanno affatto aggiornato i dati per cui c’è il concreto rischio che i cacciatori possano invadere quei territori dando il colpo di grazia agli animali selvatici sopravvissuti agli incendi e in vista di una stagione invernale povera di risorse.

“Il 26 agosto il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per Sicilia, Sardegna, Calabria e Molise, abbiamo scritto al Presidente Draghi perché si attivi, come già fatto nel 2007, con un’ordinanza che imponga, a tutte le Regioni interessate dagli incendi, un intervento nei confronti dei Comuni inadempienti perché aggiornino i catasti dei terreni percorsi da incendi – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV, Area Animali Selvatici – così da sottrarre non solo quei territori alla caccia, ma anche quelli limitrofi dove andranno a concentrarsi i cacciatori.”

Per gli animalisti LAV:

L’ostinazione delle Regioni nel favorire sempre e comunque i cacciatori, anche a discapito della vita di migliaia di animali selvatici, è dimostrata anche quest’anno dalla gestione dei calendari venatori, redatti includendo alcune specie che si trovano in uno stato critico di conservazione a livello globale, come la Tortora, o altre che si trovano in cattivo stato di conservazione. Violando quindi i criteri oramai granitici, fissati dalla giurisprudenza amministrativa ovvero che la caccia deve sempre soccombere di fronte all’esigenza di tutela degli animali. Anche quest’anno ci siamo rivolti ai Tribunali amministrativi per chiedere giustizia di quelle Regioni più smaccatamente filo-venatorie. Grazie al sostegno dei nostri soci abbiamo potuto impugnare diversi calendari venatori e i primi risultati si sono già concretizzati, il TAR abruzzese ha sospeso il calendario venatorio di quella regione fino all’8 settembre proprio perché “appare prevalente l’interesse pubblico generale alla conservazione e al mantenimento della fauna”.

E’ stata così salvata la vita a migliaia di Cornacchie grigie, Gazze, Ghiandaie e Tortore selvatiche che la Regione aveva consegnato ai cacciatori nei giorni di preapertura in conclamato spregio delle norme di tutela. Mentre il TAR del Veneto ha sospeso la caccia alla Pavoncella e alla Tortora, salvando anche in questo caso migliaia di animali altrimenti destinati al piombo dei cacciatori. E’ intollerabile che gli amministratori pubblici si rivelino costantemente proni alle richieste dei cacciatori, disposti a violare le norme nazionali di tutela degli animali selvatici pur di soddisfare una passione sanguinaria che non ha alcuna giustificazione e che comporta la morte di milioni di animali ogni anno e lo sversamento di migliaia di tonnellate di piombo sui terreni coltivati.

"La caccia è un’attività crudele, pericolosa, inutile, violenta, diseducativa". La LAV si è sempre battuta per la sua abolizione e continuerà a farlo "fino a che non sarà messa fuorilegge".

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