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Martedì, 07 Settembre 2021 18:54

I Mazzemarelle in Abruzzo come il Saci in Brasile

Scritto da Nicoletta Camilla Travaglini
Prof.ssa Travaglini Prof.ssa Travaglini

di Nicoletta Camilla Travaglini

I folletti in Abruzzo si chiamano così. Dove si trovano e come riconoscerli.

In Abruzzo i folletti, esseri mutaforma, sono conosciuti con il nome di Mazzemarelle e hanno la caratteristica di essere piccoli e tozzi somiglianti a cani.

Dove si trovano?

A Lanciano, secondo il racconto di un testimone oculare, il folletto in questione, gli si presentò davanti annunciato da un mulinello d’aria nel cui centro c’era la figura di questo essere, più simile a un’animale che ad un essere umano, che lo guardava con aria non bonaria, egli stava in piedi e portava un piccolo berretto rosso e dei pantaloni blu. Dopo un attimo di panico l’uomo chiese aiuto ma la creatura era scomparsa all’interno del mulinello di vento!

Secondo alcuni i Mazzemarelle sono le anime dei bambini non battezzati che si manifestano agli adulti.

Un altro testimone oculare sostiene di aver visto, nel territorio di Torricella Peligna, dei piccoli esseri grigi con cappellini rossi sempre somiglianti a cani seduti su delle sedioline rotanti che provocano mulinelli di vento apparire e scomparire in una frazione di secondo. Questa zona non è nuova ad apparizioni di esseri mutaforma come le Fate che, in epoche remote, secondo alcuni, sono state le responsabili del rapimento di alcuni bambini della zona.

Mazzamarelle e Saci

Una similitudine con i folletti abruzzesi potrebbe essere il mitico Sacì Pererè della mitologia brasiliana “Sacì Pererè è una leggenda del folclore brasiliano, originaria delle tribù indigene.

l personaggio protagonista inizialmente era una specie di folletto protettore delle foreste, un “curumim”, “bambino” in lingua tupì.

Nasce nei germogli di bambù, nei quali sta sette anni prima di venire alla luce per poi vivere settantasette anni tormentando esseri umani ed animali e infine morire trasformandosi in un fungo velenoso. Nell’iconografia attuale il sacì possiede una gamba sola, indossa un berrettino rosso e ha sempre la sua pipa in bocca. In seguito all’influenza della mitologia africana il sacì si è trasformato in un negrinho che ha perso la gamba perché era stato imprigionato e fatto schiavo, quindi incatenato per i piedi.

Preferì tagliarsi una gamba e guadagnare la libertà piuttosto che vivere in schiavitù.

Il berrettino rosso lo eredita dalle storie folcloriche europee, questo indumento gli permette di fare magie e spostarsi velocemente da un luogo all’altro. Ha dei buchi nelle mani e fa dei giochi di prestigio e malabarismo, lanciando in aria dei piccoli tizzoni ardenti che poi fa passare attraverso i buchi.

Il sacì è un vero birichino, in alcuni casi forse un po’ cattivello, ma più frequentemente si diverte semplicemente a fare scherzi e mettere nei guai le persone o gli animali, senza fare danni significativi: nei campi intreccia le crine dei cavalli, spaventa le galline che non riescono così a covare le uova; in cucina distrae le cuoche facendo loro bruciare i fagioli, rovescia il sale per terra, fa cadere le mosche nella minestra, fa inacidire il latte; nel cortile annoda la biancheria stesa ad asciugare, mette i chiodi per terra con la punta all’insù; in casa nasconde i ditali delle sarte e i giocattoli dei bambini.

Chi fosse vessato da un sacì potrebbe seminarlo attraversando un fiume, il sacì infatti teme l’acqua che gli fa perdere i suoi poteri.

Un altro modo per distrarlo è far cadere ai suoi piedi una corda con molti nodi, perché sarebbe costretto a fermarsi per sciogliere tutti i nodi uno per uno. Lo si può anche corrompere offrendogli del tabacco per la sua pipa.

Secondo la leggenda il sacì si trova nei vortici di vento e per catturarlo si deve gettare un setaccio nel vortice. Una volta preso gli si deve togliere subito il berretto, per renderlo mansueto, e chiuderlo in una bottiglia. Il sacì può esaudire i desideri di chi gli prende il berretto, pur di riaverlo. Un sacì catturato e poi rilasciato si può trasformare in un amico fidato o in un acerrimo e pericoloso nemico, a seconda del trattamento ricevuto.

Con lo scopo di contrastare la crescente tendenza di adottare l’anglo-celtica di Halloween in Brasile (in portoghese chiamato Dia das Bruxas), il Giorno della Saci è stato creato nel 2005, ed è altrettanto commemorato il 31 ottobre.

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