Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 
Mercoledì, 27 Ottobre 2021 18:51

Reddito di cittadinanza, esposto degli Ass. imprenditori per punire chi doveva vigilare giusta applicazione

Scritto da Angela Curatolo

Presidente dell'associazione Imprenditori della provincia di Benevento: non riesco a trovare operai

AS. LIM ITALY, Presidente Dott. Alessandro Fucci, associazione libera di imprenditori italiani,  sede a Limatola in provincia di Benevento, rappresentata dall'Avv. D’Agostino Gennaro, ha inoltrato esposto ai Carabinieri di Telese Terme contro il reddito di cittadinanza. Nella denuncia viene riconosciuto che "Il sussidio in questione nasce da una mission ben precisa, avendo come finalità precipua l’abolizione della povertà o miseria sociale". L'associazione fa notare che "A quasi 4 anni dall’entrata in vigore, le finalità che si dovevano raggiungere, non sono state neanche minimamente sfiorate." Una somma di denaro calcolato in base alla situazione reddituale del richiedente, finalizzato a far trovare una occupazione, un posto di lavoro,per 18 mesi. La chiamata di lavoro può essere rifiutata al massimo fino a 3 volte dal richiedente, al termine del quale, il sussidio percepito decade, non ha più alcuna efficacia. Centri per L’Impiego, “ navigators”, si ricorda nell'atto, "sono rimasti nel mito e nelle intenzioni ma non entrati in funzione concretamente ed infine la stretta vigilanza e controllo sui presupposti necessari da possedere per accedere al sussidio". Gli imprenditori liberi d'Italia affermano, "basti pensare a quelle persone realmente in situazione di grave disagio sociale che hanno ricevuto solo importi di denaro minimi, da fame, come 140 euro mensili che non basta nemmeno a sopravvivere per pochi giorni, figuriamoci per un mese intero. Chi, invece aveva immatricolato acquistando auto nuove per 2.000 di cilindrata nei 6 mesi precedenti alla percezione del sussidio , riceveva, beffa delle beffe, un sussidio pari ad euro 800,00 mensili.

Se si voleva favorire concretamente l’occupazione, proseguono, sarebbero state necessarie ben altre misure e elecano: adeguamento Centri Per L’Impiego impreparati a gestire l’iter del reddito di cittadinanza; formazione personale adatto a gestire questo tipo di pratiche con una formazione professionale ad hoc. E riferiscono, "Ogni rara persona che è stata assunta al lavoro con il reddito di cittadinanza, costa allo Stato circa Euro 52.000,00 . Solo ed esclusivamente un enorme ed inutile spreco di denaro pubblico." "Lo scorso agosto, in provincia di Bologna, circa 115 persone tra i 18 ed i 66 anni sono state denunciate per false dichiarazioni che hanno portato all’indebita percezione del reddito di cittadinanza per complessivi Euro 300.000,00 ."

E ancora "Entrando nel merito di tale fatto di cronaca desta ancora più clamore e rabbia che a percepire il sussidio siano state persone che non avevano mai vissuto in Italia, ma organizzavano dei veri e propri 'viaggi di lavoro', solo per poter ottenere il sussidio e poi tornarsene a casa loro."

Aggiunge,

"Colmo dei colmi, sono troppe le testimonianze di imprenditori operanti nei vari settori economici pervenuta presso la AS. LIM ITALY-ASSOCIAZIONE LIBERI IMPRENDITORI ITALIANI, rappresentata da me, che non riescono a trovare operai, impiegati, collaboratori di nessun tipo e genere che hanno voglia di lavorare."

Nella querela l'associazione riporta una testimonianza di un titolare di ristorazione-bar e ristorante- che ha ricevuto le dimissioni da parte di una sua dipendente che aveva percepito il reddito di cittadinanza:

Dice il nostro imprenditore , riferendosi alla sua dipendente:“ Ha lamentato , improvvisamente la bassa retribuzione percepita a fronte di un sussidio erogatole dallo Stato senza far nella. Stiamo parlando di 8 ore regolarmente retribuite, lavorando in un bar in cui si lavora molto con le colazioni, durante il resto della giornata si lavora molto a rilento. Le si richiedeva di cuocere i cornetti caldi, di aprire alle ore 7 del mattino, mentre i bar della zona aprono alle ore 6 del mattino, servono i caffè al banco e quei pochi ai tavoli. Di tenere il luogo di lavoro pulito e di fare i classici carichi di frigoriferi al cambio turno . A seguito delle dimissioni della dipendente è stato molto difficile trovare altre persone disposte a farlo, al momento il bar è chiuso, riuscendo a coprire con il personale a disposizione solo il servizio ristorante, ubicato nello stesso luogo.

Cita ancora:

"Potremmo citare molte altre testimonianze, come quella dell’autotrasportatore che nel periodo in cui si trasportano i più pomodori , non ha trovato nessuno disposto a trasportarli. Per cui all’età di oltre 70 anni ha dovuto fare lui personalmente carichi e scarichi anche 5 volte al giorno, insieme al figlio più giovane. "

Ora gli imprenditori chiedono nell'esposto: "A chi vanno attribuite le responsabilità"? E così nel documento si chiede che vengano accertate le responsabilità penali di chi non ha vigilatosull'applicazione corretta della misura. E lo chiedono alla Procura nella querela e chiede "la punizione dei colpevoli per tutti i reati" ravvisati eventualmente.

chiacchiere da ape

Top News

Statistiche

Visite agli articoli
33233743