Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Martedì, 08 Febbraio 2022 20:06

Nuova Pescara. Ermanno Falco spiega le "ragioni per un rapido commissariamento"

La questione Nuova Pescara comincia ad essere sentita, sia per i pro sia per contro. Ermanno Falco, ex consigliere comunale della giunta Cordoma è a favore e fa notare: "Il cronoprogramma dettato dalla norma regionale è ormai definitivamente fuori portata per colpa delle reiterate assenze dei consiglieri componenti le varie commissioni tematiche."

"In occasione del procedimento previsto dalla legge regionale 26/2018 per la costituzione della 'Nuova Pescara' la cosiddetta classe politica dei tre comuni interessati, al netto di poche ma significative e lodevoli eccezioni, ha fin qui dato il peggio di sé, ritardando consapevolmente i propri lavori tanto da far saltare tutte le scadenze previste, nella speranza (illusoria) di poter così inficiare l’ineluttabile attuazione della volontà dei propri cittadini, democraticamente espressa nel referendum svoltosi nell’ormai lontano 25 maggio 2014." Ermanno Falco ex consigliere comunale di Montesilvano così in un comunicato.

" Il cronoprogramma dettato dalla norma regionale è ormai definitivamente fuori portata per colpa delle reiterate assenze dei consiglieri componenti le varie commissioni tematiche. Soggetti pubblici che spesso, - prosegue - soprattutto nei colloqui privati e nelle confidenze personali, non fanno mistero di essere contrari all’unificazione e di volerne contrastare l’iter attuativo con ogni mezzo e a tutti i costi."

"Non sono passate sotto silenzio le recenti, eloquenti dichiarazioni di due importanti esponenti istituzionali delle amministrazioni comunali di Montesilvano e Spoltore, che non hanno avuto remore ad affermare l’uno che data l’attuale emergenza sanitaria “sarà importante anche capire il futuro della Nuova Pescara, la cui scadenza spero possa essere rinviata per organizzarci meglio e nei tempi giusti." Afferma: "Spero che anche la classe dirigente regionale possa prendersi la responsabilità di questa scelta, posticipando l’attuazione della legge, per ragionare meglio su una fusione di servizi (sic) vantaggiosa per tutti” e l’altro che sarebbe cosa buona e giusta rinviare tutto nientemeno che al 2027, cioè 13 (diconsi tredici) anni dopo il referendum sull’unificazione."

Dice, "Neanche meritevoli di commento appaiono inoltre dichiarazioni apparse sulla stampa locale in cui un autorevole protagonista di primissimo piano del recente passato amministrativo della città di Montesilvano non si è fatto scrupolo alcuno nel definire 'referendum truffa' quello svoltosi sul tema e che il nostro, sia pure a distanza di anni, non ha né capito né digerito. "

Chiede: "A questo punto, però, questi signori dovrebbero avere la cortesia di spiegare al popolo come mai sono saltate l’una dopo l’altra le riunioni delle commissioni, soprattutto considerato, come essi stessi lamentano che di tempo non ce n’è abbastanza e inoltre chiarire se hanno capito o no che il loro compito e quello dei loro colleghi è puramente e semplicemente quello di attuare la legge regionale e non “ragionare meglio”, ammesso che se ne sia capaci."

"Siamo palesemente di fronte al naufragio della politica locale e questi personaggi saranno ricordati come quelli che, mettendo i bastoni alle ruote dell’unificazione, non hanno capito un fico secco della sua valenza sociale, economica e culturale e si sono resi responsabili del tradimento della volontà dei propri cittadini, liberamente e democraticamente espressa." Commenta: "Una gran brutta figura, dunque, cui può parzialmente porre riparo l’immediata nomina di un commissario da parte della Regione Abruzzo, prima che sia lo Stato, attraverso un commissario prefettizio, a sancire la definitiva umiliazione di una classe politica che di classe ha soltanto il nome."

"E’ vero infatti che la ricordata norma regionale prevede lo slittamento al primo gennaio 2024 qualora a maggioranza dei due terzi lo chiedano i tre consigli comunali nella relazione conclusiva sul processo di fusione (art.1, 3°co. L.r. 26/2018), ma il continuo stancheggio e la dichiarata volontà di non voler ottemperare alla legge, primo sacrosanto dovere di chi governa gli enti territoriali a rappresentanza del popolo, dimostrano ad abundantiam che è ormai giunto il momento di togliere il giocattolo dalle mani di chi non vuole e comunque non saprebbe assumersi la responsabilità e l’orgoglio di fare la storia assecondando un destino già scritto (fatevene una ragione) ,che permetterà ai nostri eredi di vivere in un contesto urbano adeguato alle proprie necessità ed aspirazioni. Prima ancora del referendum del 2014 il sottoscritto aveva messo pubblicamente in rilievo come tale appuntamento costituisse un’occasione irripetibile di riscatto non solo del comprensorio pescarese, ma dell’intera regione, mentre all’indomani della schiacciante vittoria del 'si' in tutti e tre i comuni interessati sindaci, assessori e consiglieri soprattutto di Montesilvano e Spoltore iniziavano ad imbastire una stucchevole melina, portata al massimo livello a seguito dell’emanazione della legge regionale attuativa del 2018. Le motivazioni addotte vanno dall’astruso al delirante, come ad esempio il fatto che i cittadini non sapevano cosa stavano votando, che sarebbe stato impossibile amministrare “un ente così grande” e che sarebbe stato difficilissimo risolvere il problema dei doppioni nella denominazione di piazze e strade."

Con toni incalzanti continua: "Ma ora basta: venga subito nominato un commissario regionale che rappresenti il volere di un popolo già unificato nei fatti quanto ad esigenze, abitudini, aspirazioni, prospettive, rimuovendo le catene e le divisioni amministrative e burocratiche che ne mortificano la vitalità, come è recentemente accaduto in occasione delle restrizioni alla mobilità adottate nell’ambito delle misure anti Covid."

Per Falco, "Pescara, Montesilvano e Spoltore, ma con esse Francavilla Al Mare, San Giovanni Teatino, Città Sant’Angelo e Silvi battono da anni con lo stesso cuore e non sarà certo una politica locale cieca e sorda a soffocarne ancora a lungo respiro e spirito vitale."