Laura ha quarant'anni, un lavoro stabile come costumista teatrale che la appassiona e la impegna pienamente: lo stesso non si può dire per la sua vita sentimentale, sempre all'insegna dell'indecisione da un lato e del senso di avventura dall'altro. Laura nella quotidianità si divide tra il suo monolocale e la vita nella casa di origine con i suoi genitori, l'austera quanto bisbetica madre Clara e il padre Amedeo, generale dell'esercito in pensione, che ormai dimentica ogni cosa, a causa della demenza senile che da qualche tempo lo affligge.
Ed è così fino al giorno in cui la stessa ritrova l'amore della sua giovinezza, Fausto, che è diventato un architetto affermato ma che, mollato in tronco dalla moglie e dai figli (che hanno nei suoi riguardi un atteggiamento perennemente altezzoso e ricattatorio), si ritrova a quarant'anni con una vita tutta da rifare, preda assoluta delle proprie insicurezze, fragile e continua vittima delle sue ossessioni e delle sue manie. Poco dopo aver ritrovato Fausto, per cui Laura, che, nel frattempo, si è avvicinata anche al buddismo, torna ad essere quella che era stata nel passato, ovvero una confidente e una solida spalla sulla quale piangere, prima ancora che un amore, nella vita di quest'ultima entra in scena anche Renato, attore teatrale trentenne egocentrico e narciso, incapace di vivere una relazione che duri più di un gatto in tangenziale, troppo preso da sé, dal proprio fascino e dalla sua bellezza, ma, nonostante questo, sempre circondato da donne che lo adorano, e tra queste, la giovane collega, Claudia. Nascerà, curiosamente e contro ogni razionale previsione, un menage a trois, una relazione fuori da ogni schema in cui ciascuno degli elementi partecipi compirà, attivamente, la propria parte, ognuno come un aspetto indispensabile del tutto, con un finale decisamente a sorpresa e inaspettato.



