S legge in una nota:
“E’ inaccettabile che la bellezza di Pescara, a pochi mesi dall’inizio della stagione turistica, venga messa così alla berlina dallo scempio e dalla vergogna di quello che accade all’interno del Ferro di cavallo a Rancitelli. Sono stanco di leggere grandi promesse e proclami della politica locale che parla di problemi risolti, di grandi azioni e di futuri abbattimenti come se buttare giù un bene pubblico, senza sradicare il marcio che lo contamina, sia la panacea di tutti i mali. Ora basta! Ieri l’ennesimo sfregio su una tv nazionale che fa male alla città e a tutti i cittadini onesti che la abitano. Sono anni che denuncio quanto accade al Ferro di cavallo, sono anni che mi batto affinché nelle periferie a rischio, che ricordiamolo non si esauriscono a quel quadrilatero, si intervenga buttando fuori dalle case chi le utilizza per azioni criminali per poi essere subito riassegnate a cittadini onesti. Ma sono inascoltato: si pensa a soluzioni spot enormi, come buttare giù un palazzo, quando è chiaro a tutti che la piaga dello spaccio si sposterà di poche decine di metri nelle tante case che, a due passi dal Ferro di cavallo, sono vuote e incustodite.
Ribadisco, anche dopo questa ennesima brutta figura su scala nazionale della Regione a trazione centro destra, proprietaria delle case Ater, e dell’Amministrazione comunale, sempre a trazione centrodestra, che ha la possibilità e gli strumenti per intervenire, che l’unica strada è quella di applicare pedissequamente la legge regionale 96/96. Una buona norma che io stesso ho contribuito a rendere più stringente per contrastare la criminalità all’interno delle case Ater. Non c’è più tempo da perdere: tutte le istituzioni preposte, nessuna esclusa, devono agire per quanto di propria competenza a risolvere questa situazione. Alla luce di ciò che è andato in onda ieri su canale cinque il mio pensiero torna alle forze dell’ordine che con fatica devono gestire una situazione ai limiti del possibile. Grazie a loro e a tutti i cittadini onesti che resistono in quell’inferno aspettando che chi di dovere faccia ciò che è giusto e non solo quello che fa più rumore”.



