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Venerdì, 05 Agosto 2022 18:41

Social network e adolescenti: quali sono i rischi?

Scritto da redenszs

La crescita del mondo digitale nell’ultimo decennio è stata impressionante: Internet ha preso il sopravvento, passando dai 2,17 miliardi di utenti del 2012 ai 5 miliardi di utenti del 2022. Stesso discorso per i social network, che negli ultimi dieci anni sono passati da 1,5 miliardi di utenti fino a quota 4,6 miliardi.

 

Gli smartphone sono diventati essenziali e ormai sono il mezzo principale con il quale accediamo alla rete (il 92% della popolazione mondiale usa infatti un telefono per navigare su Internet). E poi si sono espanse, nel bene e nel male, tecnologie come le criptovalute, anche se spesso i Bitcoin vengono usati per scopi illegali.

Sfortunatamente lo zampino dei malintenzionati digitali è ovunque: basti pensare che in media vengono inviate 122 miliardi di email di SPAM ogni giorno ed esistono oltre 1 miliardo di programmi malware e virus diversi. Non sorprende quindi che anche i social network si siano rapidamente riempiti di truffatori di ogni sorta, così come siano diventati uno dei posti con più insidie specialmente per i più giovani.

Cyberbullismo ed haters

Con l’avvento di Internet, sempre più persone hanno avuto modo di esprimere la propria opinione e dialogare liberamente con chiunque volessero. Il problema è che non essendo conversazioni faccia a faccia, le conseguenze delle proprie parole vengono spesso sottovalutate e con il passare degli anni sono nati spiacevoli fenomeni, come l’hate speech e il cyberbullismo.

L’UNICEF stima che 246 milioni di bambini e adolescenti fra gli 11 – 17 anni nel mondo subiscano atti di bullismo ogni anno. Se guardiamo solo il nostro paese, secondo uno studio di OpenPolis circa la metà degli adolescenti italiani ha subito almeno un episodio di bullismo nello scorso anno:

 

  • Circa il 30% degli adolescenti ha affermato di aver subito almeno un episodio di bullismo all’anno

  • Un altro 10% di subire bullismo ogni mese

  • E un ultimo 10% di subirlo regolarmente ogni settimana

 

I social network hanno facilitato il fenomeno del bullismo: se prima il principale terreno di questi episodi erano le scuole, adesso il bullismo può proseguire anche a casa tramite commenti e messaggi privati offensivi, molesti e prese in giro. Diventa quindi importante usare i social media in sicurezza, facendo affidamento su tutte le impostazioni per la privacy e limitare la visibilità del proprio profilo, bloccare commenti e segnalare utenti.

 

Questi consigli valgono anche per i contenuti che si condividono: sfortunatamente gli algoritmi dei social tendono a favorire i contenuti che generano conflitto, perché sono quelli che attirano più l’attenzione e dove la gente più commenta e condivide. Se capita di condividere un contenuto divisivo, si rischia di attirare attenzioni spiacevoli: se ci si sente sopraffatti dai commenti ed eventuali offese, è bene sempre modificare le impostazioni di visibilità del proprio profilo.

 

Phishing online e sui social

 

Tutti hanno avuto a che fare con il phishing: si tratta di comunicazioni inviate via email, SMS o anche chat sui social, che tendono a metterci un senso di urgenza per convincerci a cliccare su un determinato link oppure a scaricare un file allegato. In questi casi, si tratta di malintenzionati che si spacciano per società affidabili.


A volte sono comunicazioni dalla banca o dalle Poste che segnalano una transazione sospetta, in altri casi è l’INPS che comunica un problema con le pensioni, altre volte sono i fornitori di energia o i provider telefonici che segnalano una bolletta non pagata. Il copione è sempre lo stesso e si basano su tecniche di ingegneria sociale per convincere l’utente a compiere queste azioni.

 

Anche i più giovani sono soggetti al phishing, visto che usano molti servizi online e spesso i malfattori impersonano questi servizi. Per esempio, possono inviare un SMS che segnala l’invio di un pacco spedito da Amazon, eBay o un vestito da Zalando, inserendo un link per tracciarlo. In altri casi, possono inviare email che segnalano problemi con account legati a piattaforme social oppure a servizi per il gaming (Playstation, Xbox, Nintendo) o servizi di streaming (da Netflix a Spotify).

 

In tutti questi casi elencati, se si seguiranno le istruzioni contenenti nel messaggio o email ricevuta, si finirà con regalare ai malfattori i nostri dati personali. Cliccando su un link per cambiare password, finiremo con inserire i nostri dati sensibili su un sito malevolo. Peggio ancora, potremmo rischiare di scaricare un malware sul nostro PC (stessa cosa se si procede a scaricare un file allegato).

 

Mai cliccare su link ricevuti in comunicazioni non desiderate e in caso di dubbi sulla veridicità del messaggio ricevuto, contattate direttamente l’assistenza clienti del servizio in questione per chiedere se si tratta di un messaggio vero oppure di un tentativo di phishing.

 

Calo dell’attenzione e il tempo passato sui social

 

Ormai è stato accertato: il nostro tempo di attenzione medio di 8 secondi. Una situazione dovuta proprio al boom tecnologico degli anni duemila, dove tutto è diventato “più veloce” e immediato. Ogni nostra attività grazie alla tecnologia e internet richiede sempre meno tempo. Anche i social sono causa di questo nostro accorciamento dell’attenzione, visto che le persone possono comunicare fra di loro in modo istantaneo, ovunque si trovino, senza più tempi di attesa.

 

Inoltre, molta della colpa è dovuta proprio al modo in cui sono stati costruiti i social, specialmente i più recenti. Social come Snapchat e TikTok hanno spostato il focus su foto e soprattutto video. Se prima molti dei contenuti, specie ai tempi di Facebook, erano post scritti e commenti, ormai le nuove generazioni condividono principalmente solo contenuti visivi.


Esistono le Storie, ovvero foto e video che durano solo 24 ore e poi vengono eliminate, che sono presenti anche su Instagram e Facebook. Poi ci sono i video e reel di TikTok, dove gli utenti interagiscono fra loro creando video e condividendoli sulla piattaforma. Tutti questi contenuti vengono poi mostrati agli utenti tramite lo “scroll infinito”: ovvero, nella propria homepage, una persona può scorrere verso il basso per vedere sempre nuovi contenuti e il social sarà in grado di mostrare contenuti all’infinito.

 

Diventa quindi semplice capire come molte persone, specialmente i giovanissimi, passino davvero molto tempo davanti ai social. In media, viene stimato che un utente sui social passi circa 2 ore e 27 minuti al giorno (stima che sarebbe molto più alta se si considerassero solamente gli adolescenti).

 

Ecco perché è importante vigilare sull’uso dei social, cercando di proporre attività alternative ai propri figli e figlie, senza però bandire le piattaforme social. Infatti, per gli adolescenti avere un profilo social fa parte della loro quotidianità: escluderli a prescindere, significherebbe isolarli dal resto delle loro amicizie.

 

Ultima modifica il Venerdì, 05 Agosto 2022 18:48

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