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Mercoledì, 07 Dicembre 2022 17:34

Gender, Cipas e Fioriti firmano petizione e chiedono a Presidente Meloni di non recepire direttiva

Scritto da rednez

petizione di Citizen GO  - "direttiva legale definirà i maschi transgender come donne a rischio di violenza di genere"

"Il 9 dicembre il Consiglio europeo proverà ad introdurre una direttiva per prevenire la violenza di genere. Questa proposta non sembra però mirare a rendere più sicure le donne e le ragazze, ma appare come un tentativo occulto per includere il concetto di "ideologia gender" nella legislazione di tutti i 27 Stati europei. Attuata quale direttiva legale definirà i maschi transgender come donne a rischio di violenza di genere, con sanzioni penali per coloro che sono contrari all'indottrinamento gender.” Così il pescarese Donato Fioriti, presidente nazionale CIPAS (Centro Italiano di proposta ed Azione Sociale- www.cipas.eu)- CSE (Conf Ind Sind Europei - www.cse.cc) “Abbiamo firmato la petizione di Citizen GO- aggiunge Fioriti- inviando al Premer Meloni ed al Governo italiano la richiesta di opporsi a questa possibile posizione europea, comunque non recependola nell’ordinamento italiano”.

"Purtroppo - prosegue Fioriti - la proposta mira a includere la violenza contro la comunità LGBTQ+ nello stesso paniere della violenza contro le donne. Si tratta di un vero e proprio cavallo di troia con cui si vorrebbe estende la definizione di crimine d'odio alla cyber-violenza. Per cui, poi, chiunque affermasse sui social che i generi sono due, maschio e femmina, in difesa del binarismo sessuale e contro l’ideologia gender, sarebbe perseguibile legalmente perché accusato di reato di violenza nei confronti della comunità LGBTQ! “Ovviamente -spiega Fioriti -contrastiamo la violenza contro le persone LGBTQ, ma così proposta appare una sorta di ennesimo “DDL ZAN” che la lobby LGBTQ sta cercando di far entrare dalla finestra europea. Vanno protette le donne dalla violenza, ma questa proposta dell'Unione europea si basa sul genere e non sul sesso. Qualsiasi provvedimento volto a proteggere le donne deve essere chiaro e non ambiguo, altrimenti sarà autolesionista perché includerà gli uomini che si identificano come donne e viceversa”.

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