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Sabato, 24 Febbraio 2024 10:50

Montesilvano, Ferrante alla “Silone” per Sentinelle di Civiltà e Felicità

Montesilvano alla “Silone” gli alunni della primaria raccontano le emozioni vissute con il progetto Sentinelle di Civiltà e Felicità

Si è concluso oggi con la consegna dei diplomi il Progetto Sentinelle di Civiltà e Felicità per i bambini delle classi quarte della primaria SILONE di Montesilvano. Interessati ed entusiasti gli alunni hanno partecipato insieme alle loro maestre a tutti i laboratori proposti da Claudio Ferrante, ideatore e realizzatore del progetto. Grazie alla donazione della Farmacia Vestina del dott. Massimo Gangemi e al patrocinio dell’associazione Carrozzine Determinate presente con il segretario Mariangela Cilli, le lezioni sulla felicità, sull’empatia, sul pregiudizio e sui diritti umani sono arrivate anche ai piccoli studenti della SILONE. “Claudio Ferrante ci ha fatto emozionare, ridere ... Ci ha fatto capire cosa vuol dire disabilità e ho imparato che i bambini con disabilità non vanno insultati, non vanno emarginati, ma bisogna accoglierli nelle nostre vite perché da loro possiamo solo imparare che la felicità si può trovare nelle piccole cose… Sono felice di aver fatto questa esperienza perché mi ha lasciato un insegnamento positivo “queste le parole di Mattia della 4 C. Per Vittoria quarta C questa è stata “un’esperienza bellissima, un progetto che mi ha interessato molto, spero che un giorno si ripeta” e la sua compagna Angelica afferma “mi ricorderò per sempre degli insegnamenti e che la disabilità non è una malattia ma una condizione causata dall’ambiente “. Per Gaia della quarta A “questa è stata un’esperienza magnifica, la cosa più bella del mondo!” Gli studenti hanno anche partecipato, grazie al sostegno della sanitaria Artes di Montesilvano, alla passeggiata empatica in carrozzina che si è tenuta nel cortile della scuola. Molte le barriere architettoniche incontrate e qualcuno si è proprio arrabbiato! “Le persone con disabilità devono poter fare tutto come noi senza escluderli ma le barriere glielo impediscono: è un’ingiustizia” così scrive convintamente Nathan della quarta C. “Da questa esperienza ho capito che le persone con disabilità fanno molta più fatica di noi e quindi dobbiamo aiutarli abbattendo le barriere architettoniche e quelle sociali “così conclude Sofia quarta F, scrivendo che questa è stata “un’esperienza favolosa!”.

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