Gli argomenti del dibattito: flussi migratori internazionali, nei rapporti privilegiati tra Italia ed Europa, Africa, i residenti di origine straniera, l’inserimento lavorativo e sociale, l’economia dell’immigrazione, discriminazioni e pari opportunità. Si parlerà di singole regioni italiane, tra le quali verrà scandagliato in profondità l’Abruzzo, un territorio in cui i migranti hanno raggiunto un grado d’integrazione talvolta superiore anche a quello di regioni del Centro Italia e del Nord. Ma l’obiettivo generale resta quello di far conoscere alla società civile, mediate i dati forniti dal “Dossier”.
Oltre cinque milioni di persone residenti, con una variegata articolazione interna (donne, minori, nuclei familiari, seconde generazioni), presenti in vari ambiti della società, anzitutto nella scuola che è lo strumento principale per lo sviluppo formativo degli uomini del domani, ma anche in altri campi come sport, sindacati, patronati, sanità, letteratura e arte, mass-media, accesso alla casa, rapporti con le banche e con il fisco, matrimoni e unioni miste. Un quadro che i dati numerici, dettagliatamente esposti nel “Dossier” anche per quanto riguarda le singole province abruzzesi, “invitano sobriamente a ricondurre a condizioni di realtà differenti rispetto a quelle evocate dagli allarmismi quotidiani che, facendo leva sull’emotività e sulle paure, alimentano la confusione su un fenomeno complesso non contribuendo a fare chiarezza sulla situazione di fatto e sulla preparazione del futuro.” Le conclusioni verranno lasciate al Sindaco dell’Aquila che non trascurerà di sottolineare il ruolo dei migranti nella città anche dopo i tragici eventi che ne hanno recentemente lacerato il tessuto sociale e urbano.
Sarà presentato il “Dossier Statistico Immigrazione 2015” e proiettato un filmato realizzato da Rai News che esordisce con il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, che in un suo breve discorso pubblico spiega come all’età di sei anni anche lui fosse un profugo.



