Meno tasse per i redditi fino a 28.000 euro: il presidente della Regione Abruzzo Marsilio risponde con le slide alle polemiche sull’aumento dell’addizionale Irpef Con le aliquote differenziate previste dalla riforma dell’Irpef regionale sette abruzzesi su dieci pagheranno meno o non subiranno aumenti: a garantirlo è il presidente della Regione Marco Marsilio che risponde così alle critiche ricevute in questi giorni. Avvalendosi di slide e grafici, Marsilio ha spiegato che nel 2025 il fisco sarà più equo: in Abruzzo pagherà di più solo chi può permetterselo, mentre nel 2024 vigeva l’aliquota unica del 1,73%. Dunque meno tasse per i redditi fino a 28 mila euro: così Marsilio, dopo le polemiche e il passaggio in giunta, ha difeso gli aumenti dell’aliquota addizionale Irpef.
Senatore Michele Fina: creerà difficoltà a famiglie e imprese
"Abbiamo assistito questa mattina alla conferenza stampa del Presidente Marsilio con un misto di indignazione e incredulità. Indignazione per il grave danno all’Abruzzo determinato da un aumento consistente delle tasse che creerà difficoltà a famiglie e imprese; incredulità per la superficialità con la quale il Presidente e i suoi consiglieri stanno certificando il loro totale fallimento politico e amministrativo. Dopo sei anni di Governo hanno portato la Regione in uno dei punti più bassi della sua storia, con duecentomilioni di euro di debiti in Sanità, il rischio del commissariamento e un aumento delle tasse fino a 100 euro al mese per i redditi superiori ai 28 mila euro lordi annui. Appena un anno fa, durante la campagna elettorale, hanno nascosto la verità dei conti e preso in giro gli elettori parlando di modello sanitario da esportare. Oggi invece sono costretti ad ammettere il buco di bilancio dopo aver fatto una legge mancia per accontentare gli amici politici che vale 22 milioni di contributi a pioggia, circa la metà della manovra per l’aumento delle tasse. E’ molto significativo che tutto questo accada in Abruzzo, regione nella quale è stata eletta la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quello dell’Abruzzo è un caso nazionale, dunque, che dimostra il vero volto di questa destra: meno sanità pubblica, leggi mancia e più tasse al ceto medio, con buona pace di Lega e Forza Italia. Contro le tasse di Marsilio lanciamo una raccolta firme che, come per i tribunali, possa dare voce a migliaia di cittadine e cittadini danneggiati da questo modo di Governare la Regione e il Paese. Invitiamo tutti gli abruzzesi a firmare e dare forza a questa battaglia"
Un disastro annunciato che si presenta peggio delle previsioni di questi ultimi giorni.
“Le tasse aumentano per la fascia media della popolazione con un più 1,50%, toccando il 3,23 per lavoratori e pensionati, e raggiungono il 3,33 per le fasce alte, che arriva così al massimo consentito per legge. Un disastro annunciato che si presenta peggio delle previsioni di questi ultimi giorni. L’irrisorio abbassamento dello 0,1 per i redditi minimi si conferma uno specchietto per le allodole. Probabilmente un mero tentativo della maggioranza di mettere in scena l’ennesima farsa: prendere in giro gli abruzzesi facendo passare un aumento significativo delle tasse (+ 1,60%) come addirittura una riduzione (-0,1). Aumenti che si scontrano con un pessimo servizio sanitario regionale. I cittadini Abruzzesi, quindi, nell’era di Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia saranno costretti a pagare due volte: la prima attraverso un aumento delle tasse; la seconda subendo sulla propria pelle i disagi di un sistema sanitario che non funziona e che non garantisce a tutti il diritto alla salute. Mobilità passiva altissima, Livelli Essenziali di Assistenza non raggiunti su prevenzione e arretrati per medicina territoriale, liste d’attesa lunghissime, pronto soccorso sovraffollati e assenza di medici di base per circa 62mila abruzzesi, e la rinuncia alle cure di 120mila cittadini. È questa la fotografia della sanità per cui chiedono di pagare di più” inizia così il commento delle forze in opposizione alla destra Pd, Movimento 5 Stelle, AVS, Riformisti, Azione e la civica Abruzzo Insieme che con Luciano D’Amico compongono il Patto per l’Abruzzo, sulla conferenza stampa tenutasi questa mattina a Palazzo Silone per presentare la manovra di aumento delle aliquote regionali IRPeF “Con quasi un’ora di conferenza– continuano i Consiglieri regionali di opposizione - il Presidente Marsilio cerca di far digerire l’aumento delle tasse agli abruzzesi ma ormai il “re è nudo”, e non sarà certo la propaganda a rivestirlo. Oggi, infatti, con una serie di giochi semantici il Presidente ha evitato di dire agli abruzzesi se quando chiedeva il loro voto e si riferiva alla sanità abruzzese come un modello da esportare era già a conoscenza del buco milionario delle Asl. Se i Manager, che continua a difendere a spada tratta, hanno taciuto il reale stato dei conti fino al 10 marzo 2024 o se lo ha taciuto lui perché, come ha sostenuto in altre sedi, “certe cose si fanno dopo le elezioni”. Fatto sta che la prima legge approvata nel Marsilio Bis è servita a colmare i disavanzi delle Asl e che a un anno dall’approvazione di quella legge si sta chiedendo un ulteriore sacrificio raddoppiando loro le imposte regionali. Altra domanda che non ha trovato risposta è quella relativa all’ammontare di fondi destinati alla sanità rispetto alle maggiori entrate derivate dal penultimo aumento delle aliquote regionali, avvenuto sempre per mano del Governo di centrodestra a guida Chiodi, in base alla quale gli abruzzesi dal 2011 versano imposte che avrebbero dovuto offrire copertura finanziaria al disavanzo del comparto salute. Si tratta di una stima di circa 130 milioni di euro annui utilizzati, dopo la conclusione della cartolarizzazioni del 2022, per ben altre politiche, mettendo zero sulla sanità. Solo nel 2025 una piccolissima parte di questo gettito, circa 20 milioni su 130, è stato accantonato per il comparto salute. Nel frattempo però sono state finanziate varie leggi mancia, eventi e sponsorizzazioni che per anni hanno vincolato le risorse pubbliche della Regione, come il Napoli calcio, o Festival e concerti vari. Oggi si chiede un sacrificio ai cittadini con l’aumento delle tasse per trovare ulteriori 44,7 milioni. Si arriva così a un extra gettito fiscale stimabile in 174,7 milioni, di cui solo le briciole saranno destinate a coprire il disavanzo delle Aziende sanitarie locali, che per quanto apprendiamo oggi dalla conferenza del Presidente, puntano addirittura a chiudere i bilanci, non in pareggio, come ci si aspetterebbe, ma con “poco” disavanzo. Praticamente invece di fare malissimo, puntano a fare “solo” male. Una vera presa in giro che palesa come le risorse pubbliche della Regione, e quindi di tutti noi, siano utilizzate più per alimentare i propri serbatoi elettorali foraggiati con leggi mancia e finanziamenti vari, che a garantire il diritto alla salute degli abruzzesi. Un fallimento su tutta la linea che i cittadini continuano a pagare in ogni modo possibile. Per questo continuiamo a chiedere le dimissioni del Presidente e della Giunta", concludono.
“Sono riusciti nell’impresa di scrivere ‘meno tasse’ su un documento che certifica il loro fallimento politico. Mentre a Roma si scagliano contro il Manifesto di Ventotene, in Abruzzo rispolverano il vecchio adagio marxista “da ciascuno secondo le sue possibilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni” per giustificare l’aumento delle tasse, che a loro dire colpirà solo i più ricchi, ma non è vero. Siamo alla politica manicomio. Marsilio e la destra abruzzese, dopo anni di promesse elettorali su ‘meno tasse’, oggi certificano il loro fallimento: per coprire i buchi di bilancio che loro stessi hanno scavato con malafede e incompetenza, adesso impongono nuove tasse ai cittadini. E come se non bastasse, in conferenza stampa, Marsilio ha avuto il coraggio di raccontare l'ennesima favola, dichiarando che 'solo una parte degli abruzzesi pagherà più tasse’ e che ‘se si vuole una sanità pubblica su un territorio vasto e con pochi abitanti, qualcuno deve pagare questo servizio’. Ma chi ha governato negli ultimi anni? Chi ha smantellato la sanità pubblica, costringendo gli abruzzesi a curarsi fuori regione e portando la mobilità passiva oltre i 100 milioni di euro? Chi ha portato l’Abruzzo al penultimo posto in Italia per servizi sanitari e prevenzione e ha permesso che una delle quattro ASL abruzzesi fosse la peggiore d’Italia su 110 per presa in carico dei pazienti? Marsilio non solo ha distrutto il sistema sanitario regionale, ma oggi ha il coraggio di dire che gli abruzzesi devono pagare di più per rimediare ai suoi errori. E mentre il governo Meloni racconta che sta tagliando le tasse, lui aumenta quelle regionali per tappare i buchi della sua amministrazione fallimentare. La verità è una sola: più tasse e meno servizi per gli abruzzesi. Questo è il disastro creato dalla destra negli ultimi 6 anni per il quale non c'è spazio per altro che non le dimissioni. Marsilio, nella sua infinita e quotidiana propaganda politica, continua a raccontare l’Abruzzo come una terra paradisiaca mentre i giovani abruzzesi sono costretti a cercare fortuna altrove”. Così in una nota, i consiglieri regionali del M5S Abruzzo Erika Alessandrini e Francesco Taglieri.



