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Sabato, 19 Marzo 2016 10:38

Argentina. Pilota abruzzese Fangio, colletta migranti italiani per partecipare alle corse

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Juan Manuel Fangio e la sua auto Juan Manuel Fangio e la sua auto

Abruzzesi del Trentino ricordano il campione del mondo di automobilismo Juan Manuel Fangio

La Libera Associazione Abruzzesi del Trentino Alto Adige presieduta da Sergio Paolo Sciullo della Rocca, Ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo, nel quadro delle attività culturali ha organizzato una conferenza congiuntamente all’Accademia Culturale Internazionale di San Venceslao, presso il Circolo Militare dell’Esercito di Bolzano sul tema “Juan Manuel Fangio rapporto tra tecnica e un penta campione”.

Relatore d’eccezione è stato l’ingegnere Andrea Lucci, che davanti a una sala gremita ha tenuto una lezione sull’evoluzione tecnica della macchina da corsa e le sue caratteristiche, condotta da un pilota audace come Fangio ha consentito non solo il raggiungimento di ambiti successi sportivi, ma ha favorito lo studio e la ricerca sulla qualità dei metalli, oltre all’assetto delle future autovetture. Si è poi soffermato sulla figura del campione che ha corso nelle scuderie Kurtis Kraft, Daimler Benz, Mercedes e nelle italiane, Alfa Romeo, Maserati e Ferrari, vincendo i campionati mondiali del 1951, 1954, 1955, 1956 e 1957, oltre a 24 gran premi, 29 pole position, e salendo sul podio 35 volte. Figlio di emigranti abruzzesi in Argentina, fu sempre orgoglioso delle sue origini, il padre Loreto era di Castiglione Messer Marino e la madre Erminia Derano di Tornareccio, località entrambe in provincia di Chieti. Amava ricordare che essendo povero spesso per sopperire ai costi delle corse, gli emigranti italiani facevano la colletta per sostenerlo e lui cercò sempre di non deludere le loro aspettative. Fu campione del mondo con Alfa Romeo, Mercedes, Ferrari e Maserati, oggi un Museo a Balcarce di Buens Aires raccoglie i cimeli ed i suoi trofei. Al termine della conferenza il presidente Sciullo della Rocca, affiancato dal dottore Sandro Repetto, si è complimentato con l’ingegnere Andrea Lucci per la sua ricca esposizione, ringraziando la Direzione del Circolo Militare dell’Esercito di Bolzano e i soci Gabriele Antinarella, il commendatore Girolamo Sallustio esperto di automobilismo e il Colonnello Gianfranco Magi, per la collaborazione organizzativa fornita a sostegno di questo importante appuntamento culturale.

Ultima modifica il Venerdì, 25 Marzo 2016 20:09