Simonetta Ceraudo (Presidente dell'Ordine dei Geologi del Lazio): "Gli eventi di queste ore che hanno coinvolto alcune zone di Roma e della parte interna del territorio laziale ci ricordano che nel Lazio abbiamo il 90% di comuni con aree a dissesto idrogeologico. Sono necessarie città spugna come si sta facendo in alcune aree del Nord Italia. Città con aree drenanti in grado di deimpermeabilizzare il suolo. Invece continua il consumo di suolo. Il Lazio segue la tendenza nazionale con 785 ettari di suolo persi e solo 25 ettari recuperati".
"Tutto il territorio laziale è fragile. Gli Appennini sono geologicamente giovani. Per il rischio esondazione, sono da monitorare tutte quelle aree dove ci sono urbanizzazioni nei pressi di corsi d'acqua primari ma anche lungo il reticolo secondario. Nel Lazio il 90% dei comuni ha aree a dissesto idrogeologico. Sono necessarie azioni strutturali e dobbiamo andare verso le città spugna, deimpermeabilizzando il suolo con aree drenanti, giardini pioggia e aumentare il verde in città". Lo ha dichiarato Simonetta Ceraudo, Presidente dell'Ordine dei Geologi del Lazio, intervenendo sugli ultimi eventi di queste ore nel Lazio. "Ma nel Lazio si continua a consumare suolo!"
"Nel Lazio continua la perdita di terreno, servono strumenti urbanistici coraggiosi. A livello italiano, nel 2024 sono stati consumati 83,7 km² di nuove superfici artificiali, pari a 22,9 ettari al giorno, mentre i ripristini si fermano a 5,2 km², con un consumo netto di 78,5 km², il più alto degli ultimi dodici anni. Rispetto al 2023, le nuove coperture sono aumentate del 15,6%, mentre i ripristini sono diminuiti: un segnale preoccupante, che mostra quanto il Paese faccia fatica a invertire la rotta. Nonostante il calo demografico, il suolo consumato per abitante sale a 365 m² pro capite –ha concluso Simonetta Ceraudo, Presidente dell'Ordine dei Geologi del Lazio - confermando che il fenomeno non dipende dall'aumento della popolazione ma da modelli di crescita ancora troppo basati sull'espansione edilizia. Lazio: 760 ettari di nuovo consumo netto nel 2024. Il Lazio segue la tendenza nazionale con 785 ettari di suolo persi e solo 25 ettari recuperati. La provincia più colpita è Viterbo, che da sola concentra oltre la metà del nuovo consumo (+424 ettari), seguita da Roma, Latina, Frosinone e Rieti. Il 56% del consumo regionale è legato alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra, una forma di trasformazione del territorio meno visibile ma altrettanto impattante. Il Lazio risulta la prima regione italiana per estensione di nuovi impianti fotovoltaici tra il 2023 e il 2024, con oltre 400 ettari di suolo trasformato: circa un quarto del totale nazionale. Rigenerazione e città spugna: una priorità per il Lazio. Nel 2024, nel Lazio, solo 25 ettari di suolo sono stati recuperati a fronte di oltre 700 impermeabilizzati. Serve una strategia strutturale di de-impermeabilizzazione, di rigenerazione delle aree dismesse e di rinaturalizzazione urbana. Il modello della "città spugna" – capace di trattenere e filtrare l'acqua, riducendo il rischio idraulico e migliorando la resilienza climatica – rappresenta la via maestra per restituire permeabilità e funzioni ecologiche ai suoli urbani. In questa direzione si colloca anche la Deliberazione di Giunta Regionale n. 117/2020, che sancisce il principio di invarianza idraulica, base tecnica e normativa per la gestione sostenibile delle trasformazioni territoriali. Ribadiamo l'urgenza di una legge regionale sul consumo di suolo che definisca obiettivi, criteri omogenei e indicatori di monitoraggio, in linea con le indicazioni ISPRA e la nuova Direttiva europea sul monitoraggio e la resilienza del suolo (ottobre 2025) ".



