In occasione del 17 gennaio 2026, giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali, la Figec Abruzzo (Federazione Italiana Giornalismo editoria e Comunicazione) promuove presso le istituzioni territoriali e nazionali il riconoscimento pe "Lu Lunarie Abbruzzese", quale almanacco enogastronomico in dialetto abruzzese, come “bene immateriale culturale italiano dell’abruzzesità”. Così Donato Fioriti, consigliere nazionale e referente giornalisti enogastronomici Figec/ Cisal (Federazione Italiana Giornalismo Editoria e Comunicazione).
“Il Lunario Abruzzese- spiega il giornalista Ugo Iezzi, ideatore dell’iniziativa, unitamente al collega Mario D’Alessandro ed al disegnatore Passepartout (alias Gianfranco Tartaglia)- festeggia 40 anni ininterrotti di attività editoriale in dialetto abruzzese. Un record nel panorama nazionale ed europeo! Per il 2026 ha avuto la sua presentazione in anteprima al Teatro Marrucino , nell’ambito di “Amami Teatro”. “Ha ricevuto la sua consacrazione,- spiega il consigliere nazionale Figec Fioriti - dapprima in regione Abruzzo attraverso il conferimento della moneta “Corfinio”, poi attraverso il CRAM (Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo), come anche nella presentazione del 2017 nel Parlamento Europeo a Bruxelles, ancora prima nel 2015 in occasione dell’Expò sull’agroalimentare a Milano. Tra i vari Patrocini, quelli Figec/Cisal, Cipas, Fige. “Il Lunario – conclude Iezzi - si caratterizza , oltre che per l’anima enogastronomica, soprattutto per l’uso del dialetto, con le sue articolazioni in varie rubriche: “la canzone dell’anne; lu pruverbie de lu mese; lu ‘nduvenarelle; l’usanze; Tatone diceve; la ricette; la Lune de lu mese; addò stà le pianete; lu strologhe à dette”.
In più, il calendario viene impreziosito da disegni tematici di particolare impatto visivo ed estetico, regalando così al fruitore un meraviglioso rapporto dialetto-fumetto. Nel corso degli anni, sono state promosse, in stile e slang abruzzese, produzioni agricole di autentica tipicità legata ai territori come i Maccheroni alla Chitarra e il Brodetto dell’Adriatico; alcuni insaccati di particolare qualità e tradizione, tra cui la Ventricina dell’Alto Vastese e prodotti simbolo della cucina abruzzese come il peperoncino; quindi, pane pasta, dolciumi, liquori ed altro con l’intento di riproporre una cultura gastronomica e paesaggistica del territorio per farla conoscere e meglio apprezzare. Un calendario che rappresenta un inno al dialetto e promuove il turismo enogastronomico, un turismo che lega buona agricoltura, buona ecologia e buone tradizioni.



