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Venerdì, 24 Aprile 2026 14:55

Scuola abruzzese, allarme iscrizioni: nel 2026/27 oltre 3.800 alunni in meno

Cala ancora il numero degli studenti nelle scuole abruzzesi e cresce l’allarme sul futuro del sistema scolastico regionale. A lanciare l’allerta è il Segretario regionale dello SNALS Abruzzo, Carlo Frascari, alla luce dei dati relativi alle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027.

Pescara, 24 aprile 2026 –  “L’ultimo dato sulle iscrizioni è estremamente preoccupante: ci saranno oltre 3.800 alunni in meno rispetto all’anno precedente, un dato che peggiora ulteriormente la già significativa riduzione di 1.300 studenti registrata nel 2025/2026. Un’emorragia che prosegue ormai da un decennio”, dichiara Carlo Frascari.
Secondo il rappresentante sindacale, il fenomeno della diminuzione degli iscritti interessa l’intero territorio nazionale, ma in Abruzzo assume proporzioni particolarmente rilevanti a causa della denatalità e del costante flusso migratorio verso altre regioni.
“Il fenomeno riguarda tutto il Paese, ma l’Abruzzo soffre in modo particolare la denatalità e la migrazione in uscita verso altri territori. Serve una riflessione immediata sul futuro dell’offerta formativa nelle nostre province e sulle cause di questa progressiva desertificazione sociale”, prosegue il segretario regionale Snals.
Lo SNALS Abruzzo sollecita inoltre un confronto strutturato sull’organizzazione della rete scolastica regionale e sulla distribuzione dei presìdi educativi, soprattutto nelle aree più fragili del territorio.
“È il momento di aprire un confronto serio sulla rete scolastica abruzzese. In questi anni troppe decisioni sono state condizionate da interessi localistici, senza una visione strategica di lungo periodo, soprattutto per le aree interne che rischiano l’abbandono”, sottolinea il segretario regionale.
Infine, Carlo Frascari richiama il valore sociale della scuola come presidio essenziale per la tenuta delle comunità locali.
“La scuola non rappresenta soltanto istruzione e crescita culturale, ma è un presidio fondamentale per mantenere vive le comunità medie e piccole, rendendole protagoniste del futuro della nostra terra”.

Scuola calo iscritti, Giovani Democratici :“Altro che narrazione trionfalistica, l’Abruzzo è in caduta libera. Subito riforma del diritto allo studio, trasporti e servizi”

“I dati diffusi dall’Ufficio Scolastico Regionale certificano una realtà che rispedisce al mittente i continui toni trionfalistici dell’assessore Roberto Santangelo: il sistema scolastico abruzzese perde migliaia di studenti ogni anno e con essi pezzi di futuro”. Lo dichiarano Pia Finoli, responsabile scuola e vicesegretaria regionale dei Giovani Democratici, e Saverio Gileno, segretario regionale. “Parliamo di circa 3.800 iscritti in meno in un solo anno, con un crollo che colpisce soprattutto infanzia e primaria: è il segnale più grave, perché anticipa un effetto domino su tutto il sistema nei prossimi anni. Non siamo davanti a una flessione temporanea, ma a una crisi demografica strutturale che richiederebbe politiche straordinarie. Invece, dalla Regione arrivano solo annunci e nessuna riforma di sistema.” I Giovani Democratici sottolineano come il tema della scuola sia solo una parte di un problema più ampio: “Il calo degli studenti è l’effetto diretto dello spopolamento e delle decine di migliaia di giovani che in questi anni hanno lasciato l’Abruzzo, senza avere la possibilità di costruire qui il proprio futuro. Un fenomeno che colpisce in modo ancora più duro le aree interne, dove la chiusura di scuole e servizi accelera un declino già in atto.” Dura la denuncia sullo stallo legislativo: “La nostra proposta di legge sul diritto allo studio, che aggiorna una normativa ferma al 1978 per scuole medie e superiori, è ancora bloccata in V Commissione, presieduta da Paolo Gatti, dopo la prima audizione. È inaccettabile: mentre i numeri peggiorano, la politica regionale resta immobile.” Finoli e Gileno indicano le priorità: “Serve una strategia integrata: trasporti efficienti per garantire il diritto allo studio, servizi sanitari di prossimità, politiche per la famiglia e un sostegno reale alla natalità. Ma anche qui i dati sono impietosi: a pochi mesi dalle scadenze, in Abruzzo è stato speso meno del 50% dei finanziamenti destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia, e solo una percentuale minima delle opere risulta completata. Un fallimento che pesa sulle famiglie e sul futuro della regione.” Critica anche alle scelte della Regione: “Non esiste una vera politica del trasporto che accompagni i percorsi formativi. Si continua a procedere con il dimensionamento scolastico, tagliando e accorpando istituti, invece di rafforzare le scuole più strategiche, soprattutto nelle aree interne. Così si alimenta lo spopolamento anziché contrastarlo”. “La scuola – concludono – è il primo presidio di comunità. Quando chiudono le aule, si svuotano i territori. Per questo serve una riforma radicale del diritto allo studio, investimenti veri su servizi, mobilità e qualità dell’offerta formativa. Purtroppo oggi l’Abruzzo racconta altro: ‘un mondo a parte’ non è uno slogan, ma la realtà di un Paese governato dalla destra, che lascia indietro intere generazioni e interi territori.”

Ultima modifica il Venerdì, 24 Aprile 2026 15:04