Ratko Mladić riceverà da Belgrado un funerale di Stato con tutti gli onori. «Tutti gli onori militari e di Stato che gli spettano» Lo ha annunciato il ministro degli Esteri serbo Nenad Vujic, sostenendo che sia la prassi per tutti i generali.
Ratko Mladić è morto a L'Aia, 27 agosto 2026, generale e criminale di guerra serbo-bosniaco, comandante militare yugoslavo e successivamente capo di stato maggiore dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia. Fu accusato dall'ICTY di essere responsabile dell'assedio di Sarajevo (5 aprile 1992 - 29 febbraio 1996) e del genocidio di Srebrenica, il più grande in Europa dalla seconda guerra mondiale. Chiamato "Il macellaio della Bosnia", "Il boia di Srebrenica", "Il carnefice di Srebrenica", titolo condiviso Radovan Karadžić, all'epoca presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina., il governo statunitense offrì una taglia di 5 milioni di dollari per la cattura di Mladić, mentre la Serbia offrì la cifra di 1 milione di dollari.
Il 26 maggio 2011 fu arrestato, dopo 16 anni di latitanza, a Lazarevo, in Serbia, il 22 novembre 2017 ebbe la condanna all'ergastolo, confermata anche in appello l'8 giugno 2021, con un inasprimento ed estensione delle motivazioni sull'uso del genocidio.
Il Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia acquisì 18 quaderni contenenti gli appunti di Mladić, da cui emerse l'odio che egli provava nei confronti della comunità musulmana, oltre che nei confronti dell'Occidente colpevole, a suo dire, di appoggiare i musulmani bosniaci per ottenere in cambio vantaggi dalle nazioni del Vicino Oriente.
Dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10 000 elementi di prova, ha condannato Mladić all'ergastolo per il contributo e la partecipazione a 4 iniziative criminali organizzate (Joint Criminal Enterprises) volte alla persecuzione, sterminio, omicidio, deportazione, trasferimento forzato e inumano di popolazioni, attacco alla popolazione civile e presa in ostaggio di personale ONU, prime fra tutte il massacro di Srebrenica, qualificato come genocidio. Degli 11 capi d'accusa, l'unico per il quale il Tribunale ha invece assolto Mladić è l'altra delle due accuse di genocidio per il complesso delle azioni criminali avvenute in Bosnia fra il 1991 e il 1995.
Mladić è morto il 27 agosto 2026, all'età di 84 anni, nell'ospedale del centro di detenzione delle Nazioni Unite di Scheveningen, nella periferia de L'Aia, Paesi Bassi.



