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Giovedì, 03 Settembre 2026 11:20

Cantieri fantasma, crediti d'imposta inesistenti per complessivi circa 100 milioni di euro.

Schemi societari in Toscana, Abruzzo e Puglia. Truffa aggravata, ricettazione, sequestro preventivo della GdF di quasi 18 mln di euro 

 I finanzieri dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Firenze e di Teramo, delegati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare reale emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale del capoluogo toscano che ha disposto, in accoglimento delle richieste avanzate dal pubblico ministero di questo Ufficio, il sequestro preventivo, anche per equivalente, fino a concorrenza dell'importo di € 17.608.680, nei confronti di 5 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, per i delitti di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ex art. 640-bis C.P., ricettazione ex art. 648 C.P., autoriciclaggio ex art. 648-ter1 C.P., con l'aggravante del danno patrimoniale di rilevante entità ex art. 61, n. 7 C.P.

Le odierne attività si collocano in un più ampio contesto investigativo.

In sintesi, il meccanismo fraudolento.

Dapprima, gli indagati hanno reperito tutta la documentazione fiscale e tecnico- amministrativa afferente a lavori di ristrutturazione realmente eseguiti presso due condomini ubicati a Trani (fatture, certificazioni, asseverazioni per l'efficientamento energetico e riduzione rischio sismico, contratto di appalto, titoli abilitativi, comunicazione all'ENEA, nonché ogni altro tipo di documentazione prevista dalla normativa vigente). Quindi, sfruttando appositi schermi societari, ubicati in Toscana, Abruzzo e Puglia, cui attribuire l'esecuzione dei lavori e, pertanto, la formale titolarità delle agevolazioni fiscali, previa falsificazione della documentazione mediante la materiale sostituzione dell'effettiva società esecutrice dei lavori con l'intestazione delle società fittizie, trasformando un cantiere "vero" in ulteriori "cantieri fantasma", gli indagati richiedevano crediti d'imposta inesistenti per complessivi circa 100 milioni di euro.

In considerazione della significativa entità della frode e della necessità di intervenire tempestivamente al fine di scongiurare il danno per le casse erariali, le attività investigative si sono sviluppate sia sul piano della prevenzione sia su quello della repressione. Difatti, già 35 milioni di euro di crediti falsi erano stati intercettati sin da subito dal sistema di prevenzione informatico dell'Agenzia delle Entrate bloccandone ab origine la formazione. Ulteriori 30 milioni di euro, giacenti nei cassetti fiscali delle società schermo e non ancora oggetto di cessione e/o compensazione, sono stati sottoposti a sequestro d'urgenza su richiesta della Procura della Repubblica di Firenze e di Teramo. Infine, con riguardo alla restante quota parte dei crediti fittizi (con valore nominale pari a circa 30 milioni di euro) oggetto di vendita da parte degli indagati (per un valore effettivo di circa 20 milioni di euro) a terzi soggetti inconsapevoli della fittizietà degli stessi (banche e altri soggetti economici) - nella giornata odierna i finanzieri delegati da questa Procura hanno proceduto ad attività di perquisizione e sequestro, anche per equivalente, di immobili, quote societarie, disponibilità liquide. Più nel dettaglio, le indagini patrimoniali, svolte sia a livello nazionale sia internazionale, con il supporto dei canali di cooperazione di polizia e giudiziaria (Eurojust), hanno consentito di ricostruire le attività di riciclaggio e autoriciclaggio finalizzate a occultare il profitto del reato in diversi Paesi dell'Unione europea (Lituania, Olanda, Slovacchia).

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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