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Giovedì, 01 Ottobre 2026 17:20

Abito muliebre tradizionale di Scanno candidato a Patrimonio Culturale Immateriale Unesco

Santangelo: “La Regione Abruzzo darà il suo ampio sostegno a una candidatura che coinvolge tutta la comunità di Scanno”

L’Aquila, 1 ottobre 2026 - La Regione Abruzzo ha accolto la richiesta di sostengo del Comune di Scanno per la candidatura di "L'abito muliebre tradizionale di Scanno: codici culturali, saperi, competenze sartoriali” per la Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.
“L’Abruzzo ha già sperimentato in più occasioni il valore del riconoscimento UNESCO come volano di sviluppo sostenibile, culturale e turistico per l'intera comunità regionale e nazionale. Lo abbiamo fatto in occasione del riconoscimento della Transumanza e della Perdonanza Celestiniana. - Afferma l’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo - L’Abito muliebre tradizionale di Scanno è un prodotto artigianale di grande rilevanza simbolica, che mette insieme elementi che attengono a più aspetti della cultura regionale abruzzese e al nostro Made in Abruzzo. Si tratta di prodotto apprezzato e studiato a livello internazionale e che per questo riceverà il massimo sostegno da parte della Regione nella promozione e nel supporto al percorso di candidatura promosso dal Comune di Scanno. Daremo il nostro contributo nel rafforzare un progetto di candidatura da presentare alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO che trae la sua forza maggiore nel coinvolgimento di tutta la comunità di Scanno”.


Diverse tesi sulle origini dell'abito
La storia del costume muliebre di Scanno è riportata sul sito del Comune.
Non c'è certezza sulle origini del popolo di Scanno e il loro abbigliamento tradizionale. C'è chi sostiene, come Alfonso Colarossi-Mancini, provenga dall'Oriente, a tesi è corroborata da alcune consuetudini delle donne lo confermerebbero, come quella di coprire il volto con una fascia di cotone (“ju abbruvudature”), lasciando scoperti
solo gli occhi e la fronte, in segno di lutto, la cura e la riverenza (tipicamente orientale)
nell’accudire e servire i loro uomini, il seguire il marito per strada rimanendo due o tre passi dietro, proprio come accadeva tra musulmani, l’accovacciarsi sul pavimento, con le gambe incrociate quando sono in chiesa. Altri, come Notarmuzi, sono convinti della derivazione longobarda del costume.
L’Abruzzo è stata nel corso dei secoli influenzata da tanti popoli, pertanto
è difficile stabilire con certezza l’origine del costume muliebre di Scanno che sta a
testimoniare, dopo secoli, un trascorso storico che ancora attende di essere svelato.