Il Sindaco Avvocato Carlo Masci difende l'operato dell'Amministrazione e risponde alle associazione di categorie per le attività produttive e commerciali che chiudono sovente negli ultimi tempi.
"Dispiace constatare un atteggiamento così rigido, tanto da apparire strumentale, delle associazioni di categoria nei confronti dell'Amministrazione comunale. Da parte nostra non c'è mai stata, né mai ci sarà, una chiusura al dialogo e al confronto. Siamo sempre stati disponibili ad ascoltare le istanze di tutti e a individuare soluzioni condivise. Di incontri, infatti, ne abbiamo fatti tantissimi, anche insieme agli operatori commerciali e ai residenti. Ma deve essere chiaro un principio fondamentale: se il confronto parte dal presupposto di aggirare la legge, comprimere il primo diritto costituzionalmente garantito, che è quello della salute e del riposo dei cittadini, o assumere decisioni in contrasto con le sentenze dei giudici, allora non può essere considerato un confronto serio e, soprattutto, costruttivo.
È fin troppo facile avanzare proposte irrealizzabili, riempiendosi la bocca di promesse che non potranno mai essere mantenute, a maggior ragione quando non si è chiamati a rispondere personalmente delle conseguenze delle proprie decisioni. Chi amministra una città, al contrario, ha responsabilità precise, di natura civile, contabile, amministrativa e penale, che non possono essere ignorate per inseguire qualche consenso o qualche attestato effimero o condizionato di stima in più.
C'è poi chi continua a sostenere, sapendo di dire cose totalmente disancorate dalla realtà, che le decisioni assunte dall'Amministrazione, peraltro conseguenti a pronunce dell'autorità giudiziaria, possano determinare la chiusura delle attività economiche. È una narrazione falsa e fuorviante, che non trova riscontro nella verità dei fatti. In ogni città ci sono attività che aprono e altre che chiudono, ma ciò che conta è il quadro complessivo.
E i numeri raccontano una Pescara viva, attrattiva e in continua crescita.
Lo dimostrano le presenze turistiche, ormai vicine al milione annue, e il saldo positivo tra le nuove aperture e le cessazioni delle attività commerciali. Sono dati che testimoniano la vitalità economica della nostra città e smentiscono chi cerca di descrivere una realtà completamente diversa, peraltro facendosi un clamoroso autogol e creando un danno d'immagine a loro stessi e alla città.
Tra l'altro, sulla vicenda degli orari e della movida, la questione non è certamente solo pescarese perché riguarda tutte le città d'Italia che si trovano nelle stesse condizioni della nostra. Se nelle altre città hanno trovato soluzioni diverse che hanno permesso di superare il continuo scontro residenti/operatori commerciali siamo pronti ad ascoltare e ad approfondire eventuali proposte, ma che si basino su cose concrete.
Non possiamo accettare, però, che si alimentino allarmismi ingiustificati o che l'Amministrazione sia il parafulmine di ogni pretesa o illusione non soddisfatta, e che si attribuiscano ad essa responsabilità che non ha, soltanto per alimentare polemiche. Governare significa assumersi delle responsabilità, rispettare le regole e garantire i diritti di tutti, senza scorciatoie e senza cedere a pressioni che porterebbero ad adottare provvedimenti illegittimi.
La nostra disponibilità al confronto resta totale, ma le nostre stelle polari sono e resteranno l'interesse dei cittadini e il rispetto della legge. Oltre quel limite non possiamo e non intendiamo andare. Alle regole bisogna adeguarsi, non pretendere che vengano piegate alle esigenze del momento. Siamo pronti a discutere di proposte concrete, di idee praticabili e di soluzioni che possano conciliare le esigenze delle attività economiche con quelle dei residenti.
Non siamo invece disponibili a confrontarci su ipotesi che la legge non consente e che vengono puntualmente gettate nel tritacarne dell'informazione con l'unico obiettivo di conquistare qualche titolo sui vari organi di informazione o per avere qualche consenso in più.
La realtà amministrativa è ben diversa dagli slogan.
Il nostro compito è trovare un punto di equilibrio tra il diritto di chi lavora e investe nella nostra città e quello, altrettanto sacrosanto, di chi ha diritto alla salute, alla tranquillità e al riposo. Nessuno di questi diritti può essere cancellato per favorirne un altro. Pescara deve continuare a essere una città dinamica, accogliente, capace di offrire opportunità economiche, turistiche e di intrattenimento, ma anche una città nella quale le regole vengono rispettate e la qualità della vita dei cittadini viene tutelata. È questa la responsabilità che ci siamo assunti e che continueremo a esercitare, con determinazione, equilibrio e nel pieno rispetto della legge. Su questo non faremo passi indietro".



