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Lunedì, 26 Ottobre 2026 10:22

Cocaina, operazione conclusa con 15 arresti e sequestro beni lusso per 16mln di euro

vasta operazione nei confronti di un’associazione per delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti

Nell'ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia (D.D.A.) di Bologna, i finanzieri del Comando Provinciale di Rimini, con la collaborazione dei Comandi Provinciali di Bologna, Foggia, Forlì - Cesena, L’Aquila, Ravenna e Verona, il concorso del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e del Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata di Bologna (G.I.C.O.) ed il coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.), hanno portato a termine una vasta operazione nei confronti di un’associazione per delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, culminata con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 15 indagati e con il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente, denaro contante e beni di lusso del valore di oltre 16 milioni di euro. In ipotesi d’accusa, si procede a vario titolo nei confronti di 35 indagati, per i reati previsti e puniti dall'art. 74, commi 1, 2, 3, 4, D.P.R. 309/1990, per essersi associati allo scopo di acquistare ingenti quantitativi di cocaina, da destinare al mercato clandestino nazionale, commettendo più delitti previsti dall'art. 73 D.P.R. 309/1990.

Inoltre, nei confronti di 6 indagati, si contesta il delitto di cui all'art. 416 commi I, II, III e V cod. pen., per avere partecipato ad una associazione finalizzata prevalentemente a commettere i reati scopo previsti e puniti dagli artt. 644 c.p. (usura), 512 bis c.p. (trasferimento fraudolento di valori), 648 c.p. (ricettazione), 648 bis c.p. (riciclaggio) e 132 D. Lgs. 385/1993 (abusiva attività finanziaria). Si segnala che non tutti gli indagati sono sottoposti ad indagini preliminari per la totalità delle ipotesi di reato appena citate. Allo stato e salva la presunzione di innocenza degli indagati, le indagini hanno consentito di ricostruire l’organigramma di due associazioni: la prima costituita con lo scopo di acquistare ingenti quantitativi di cocaina da rivendere sulle piazze di spaccio di Rimini e delle province limitrofe; la seconda costituita con lo scopo di reinvestire, riciclare e reimpiegare i profitti illeciti derivanti dalla commissione dei reati in materia di stupefacenti. L’attività investigativa, resa particolarmente complessa a causa dell’utilizzo da parte degli indagati di falsi documenti d’identità, telefoni criptati e numerose autovetture munite di “doppio fondo”, ha permesso di ricostruire, nel tempo, l’operatività del sodalizio. I componenti dell’organizzazione, sfruttando una capillare rete di distribuzione sul territorio provinciale, in un arco temporale di un anno, hanno importato partite di cocaina per un quantitativo superiore a 54 Kg di cocaina, di cui 13 sottoposti a sequestro in Italia tra il gennaio e l’agosto del 2025, contestualmente all’arresto in flagranza di 3 responsabili.

In particolare, nel corso di distinti interventi, sono stati sequestrati 2 kg di cocaina rinvenuti all’interno di un’intercapedine appositamente ricavata in un’autovettura, 7 kg all’interno di un frigorifero di un’abitazione e 4 kg nello scafo di una nave cargo, che ha attraccato al porto di Ravenna.

Nella seconda fase dell’operazione, i Finanzieri hanno concentrato l’attenzione investigativa sul patrimonio illecito riconducibile ai membri dell’organizzazione, nonché sui reati lucrogenetici dagli stessi commessi per reinvestire i proventi del traffico di sostanze stupefacenti, al fine di aggredirne i beni accumulati. Per tanto, grazie a meticolosi accertamenti economico – patrimoniali, contestualmente all’Ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata data esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di 23 beni immobili, 2 terreni, preziosi (orologi e monete da collezione), denaro contante per euro 321.000, 9 autovetture e 3 motocicli, per un valore complessivo di oltre 16 milioni di euro. L’operazione di servizio testimonia l’impegno profuso dalla Guardia di Finanza a presidio della sicurezza ed a tutela della legalità economico-finanziaria del Paese, con particolare riferimento al contrasto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e all’aggressione patrimoniale delle ricchezze illecitamente accumulate. Il sequestro di patrimoni illeciti, detenuti in Italia o all’estero, anche sotto forma di “beni rifugio”, assume altresì un valore “sociale”, poiché consente di restituire alla collettività le illecite ricchezze possedute dalla criminalità.

La GdF precisa infine che: - il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari; - allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, in attesa di giudizio definitivo, vige la presunzione di innocenza degli indagati; - la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata con la Sentenza irrevocabile di condanna; - la diffusione del presente comunicato stampa è autorizzata dalla Procura della Repubblica di Bologna, in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione.

Ultima modifica il Lunedì, 26 Ottobre 2026 10:32

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