Il Piano Mattei per l’Africa è una strategia di cooperazione allo sviluppo varata dal Governo italiano per consolidare e rafforzare i rapporti economici, energetici e diplomatici con i Paesi africani, attraverso un approccio di partenariato paritario. Presentato ufficialmente il 29 gennaio 2024, in occasione del vertice Italia-Africa tenutosi a Roma, il piano prevede una dotazione pubblica iniziale di circa 5,5 miliardi di euro. Il Piano Mattei per l'Africa porta l'Italia alla guida di una delle infrastrutture più strategiche del continente africano. Africa Finance Corporation ha nominato Webuild preferred bidder per la tratta zambiana della nuova ferrovia del Corridoio di Lobito. L'impresa italiana guiderà un consorzio internazionale con la portoghese Mota-Engil e la turca İçtaş, scelto al termine di una gara internazionale.
L'annuncio è di oggi. Si legge in una nota di Palazzo Chigi.
In occasione del Vertice G7 di Borgo Egnazia nel 2024, il Governo italiano, nell’ambito del Piano Mattei, ha aderito al memorandum d'intesa che lo ha avviato, insieme ad Angola, Zambia, Unione Europea, Stati Uniti e Banca Africana di Sviluppo. Il risultato di oggi nasce dal lavoro di squadra del sistema Italia: il Governo ha lavorato insieme a CDP e SACE per sostenere la partecipazione delle imprese italiane, accanto alle principali istituzioni finanziarie africane e internazionali. L’aggiudicazione riguarda la tratta zambiana (517 km) di una linea di circa 830 km che collegherà lo Zambia al porto angolano di Lobito, sull'Atlantico. Comprende 22 ponti e viadotti, 8 stazioni e 3 depositi di manutenzione. Per le merci i tempi di trasporto verso i mercati internazionali scenderanno da 16 a 7 giorni.
Il progetto apre una grande occasione per la filiera italiana delle piccole e medie imprese. Prosegue la nota. È lo schema che il Piano Mattei vuole rendere sistematico dal settore agricolo a quello delle costruzioni, dal settore dei minerali critici alla logistica.
Il Corridoio di Lobito è un'opera di punta del Piano Mattei e un progetto prioritario per il G7, per la Partnership for Global Infrastructure and Investment e per il Global Gateway europeo. È il modello di cooperazione "da pari a pari" che il Piano Mattei propone all'Africa. Non un approccio predatorio o assistenziale, ma investimenti che creano infrastrutture, lavoro, integrazione regionale e valore aggiunto sul posto. Il corridoio aiuterà le economie locali a sviluppare filiere del rame, del cobalto e dei prodotti agricoli e ridurrà i costi della logistica. Aprirà inoltre una via verso ovest, alternativa ai tradizionali sbocchi sull'Oceano Indiano.
I 5,5 miliardi di euro stanziati dal governo italiano si dividono così:
• 3 miliardi di euro arrivano dal Fondo Italiano per il Clima, una riserva gestita da Cassa Depositi e Prestiti destinata a finanziare progetti di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo.
• 2,5 miliardi di euro provengono dalle risorse della Cooperazione allo Sviluppo, gestite dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Questi fondi vengono erogati sotto forma di crediti di aiuto (prestiti a condizioni molto agevolate), finanziamenti a fondo perduto e garanzie per stimolare anche investimenti da parte di aziende private italiane nel continente africano.



