Si legge in una nota: “È inaccettabile che possa essere promossa una campagna di regolarizzazione verso chi, fino ad oggi, ha costantemente eluso ed evaso, constatando poi che la volontà di integrarsi è pari a zero. Possibile che un'amministrazione debba essere ostaggia di qualche centinaio di cittadini che si fanno beffa di ogni norma civica, salvo usare il pugno intransigente verso chi sfora di qualche euro o giorno per i tributi locali? Dov'è l'equità fiscale e sociale a Pescara? Possono le deroghe trasformarsi in regole?”
Al sindaco Alessandrini ed all'assessore Cuzzi rivolge Forconi un ultimo appello: “sgomberare e spalmare sul territorio chi ha realmente titoli e capacità di operare nel settore commerciale senza contravvenire alla legge. Abbiamo già detto più volte che la nostra protesta non cesserà fino a quando non saranno raggiunti questi obiettivi, ed all'amministrazione vogliamo dare ancora due settimane di tempo per adempiere al processo di reale integrazione, dopodiché parleranno solo i fatti e costringeremo Pescara ad essere catapultata nuovamente sui media nazionali.”



