"Secondo noi è più sicura per i pedoni che sono protetti dalle biciclette che viaggiamo in trincea". "Anche se si riduce lo spazio pedonale fino a 1,50 m di fronte al Tortuga? Anche se si continua ad avere una trincea binario in cui non è possibile muoversi o schivare un bambino che attraversa la pista? o un pedone che attraversa la strada? Anche se c'è un cordolo lato strada di nudo cemento largo 50 cm e alto quasi 20 cm, con il rischio per un ciclista che cade di ritrovarsi in mezzo ad una strada con veicoli in transito ?". "Ma fare un percorso ciclopedonale in quota sarebbe costato troppo", ha replicato uno dei progettisti. "Ma perché, demolire il marciapiede esistente per allargare la pista ciclabile non costa niente ? E a che cosa serve avere una pista ciclabile allargata se continua a strare dentro un fosso o trincea (un velodromo)? se si riduce il già modesto percorso pedonale (variabile da 3,20 m a 1,50 m, a fronte dei 6 m di Silvi e dei 9 m di Pescara) ? e se è affiancato da un baratro ciclabile che contraddice le norme sulle barriere architettoniche per altezza eccessiva dei cordoli, senza verde, senza siepi ?" Di Giampietro commenta “Dunque è per risparmiare soldi che ne spendiamo per sfasciare i marciapiedi ed allargare una pista ciclabile che, sarà di larghezza standard, ma è più squallida senza verde ed insicura di quella che c'era. “ Sui parcheggi persi nel tratto via Marinelli, "Quel tratto è di competenza del Comune di Montesilvano". Secondo Di Giampietro “In realtà con i 285 mila euro ricevuti dal Comune la pista è stata costruita al posto dei parcheggi, che non si recupereranno dall'altro lato della strada” aggiunge "Perchè non ci sono i soldi". Alle molte altre domande i responsabili della Provincia non hanno voluto rispondere riferisce. “Non se ne parla nemmeno di rivedere il progetto ed evitare gli errori più grossolani. Così è, se vi pare. E' il senso della conferenza"
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