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Giovedì, 29 Settembre 2016 20:30

Montesilvano. Protezione civile: “no al trasferimento in via Adige: locali inagibili”

“locali inagibili e inidonei alle attivita’ operative” Gallerati “abbiamo interessato della vicenda l'assessore Mario Mazzocca”

 

In risposta a quanto affermato dall’amministrazione comunale di Montesilvano nel comunicato stampa pubblicato ieri, si legge in una nota stampa della Protezione civile, rilanciato da diverse testate giornalistiche, rispetto all’avviato iter di affidamento alla casa di via Adige al Corpo volontari Protezione civile di Montesilvano, quest’ultima tiene a precisare che quello compiuto nella suddetta abitazione era solo un sopralluogo atto a valutare l’idoneità dei locali per un eventuale trasferimento dell’associazione. Trasferimento che, malgrado la nostra buona volontà nel venire in contro al trasloco dall’attuale sede di via Calabria richiesto dal Comune in virtù della cessazione del contratto di locazione in data 30 ottobre prossimo, è impossibile data la totale assenza dei requisiti tecnico burocratici e operativi indispensabili per la gestione della attività emergenziali e la permanenza dei volontari: “Sulla base del sopralluogo effettuato - sottolinea Andrea Gallerati, presidente del Corpo volontari Protezione civile Montesilvano - è emerso come nella casa di via Adige manchino agibilità e abitabilità, per non parlare dell’assenza di certificazione dell’impianto elettrico e idraulico. Tra l’altro, lo stesso dirigente comunale del settore Pianificazione e Gestione territoriale Valeriano Mergiotti ha precisato all’assessore comunale alla Protezione civile Ottavio De Martinis, che non sarà cosa semplice e rapida sistemare gli aspetti burocratici”.

A conferma di questo “abbiamo verificato come la famiglia rom, che occupava precedentemente lo stabile, avesse svolto lavori abusivi all’interno della casa le cui stanze non corrispondono alla piantina in possesso dal Comune di Montesilvano.” Se ciò non bastasse i 70 metri quadri dell’abitazione, suddivisa in cinque stanze (soggiorno, due stanze e due bagni di cui uno abusivo), non corrispondono minimamente ai requisiti richiesti per lo svolgimento della attività operative attualmente in essere con gli enti in convenzione, ovvero la Protezione Civile della Regione Abruzzo per le attività del settore in caso di emergenze e calamità naturali, il 118 Abruzzo per il trasporto degli infermi e Autostrade per l’Italia per il servizio di assistenza agli utenti in caso di gravi incidenti stradali: “Ad esempio – precisa Gallerati - i requisiti previsti per il rilascio dell’autorizzazione sanitaria regionale per il trasporto infermi, prevedono la presenza di una stanza per il direttore sanitario, di una seconda per la sosta del personale e di una terza in cui differenziare il materiale sporco da quello pulito. Per rientrare in questi parametri abbiamo faticato nei 100 metri quadri di via Calabria, figuriamoci nei 70 di via Adige”. Altra nota dolente, l’impossibilità di parcheggiare i nove automezzi associativi (3 fuoristrada, 4 autovetture, un furgone per il trasporto disabili e un’ambulanza) in via Adige, per parcheggiarli incustoditi nel cortile di Palazzo Baldoni dall’altro capo della città: “Non si può chiedere - lamenta il presidente del Corpo volontari Protezione civile Montesilvano - a un gruppo di Protezione civile di decentrare automezzi e materiali in altri spazi, costringendo i volontari a raggiungerli per ogni servizio con i mezzi propri a loro spese”. Il cortile di Palazzo Baldoni in questione è quello posteriore, affacciato su una piazza Montanelli priva di sorveglianza nelle ore notturne, e circondato da una recinzione bassa: £Facilmente scavalcabile - aggiunge Andrea Gallerati – da eventuali malintenzionati, intenti a commettere atti vandalici sui mezzi acquistati attraverso il sacrificio di decine di volontari in quasi otto anni di attività». In ultimo, nella casa di via Adige sarebbe a rischio la sicurezza stessa dei volontari: “Sono cosa nota - ricorda Gallerati - le minacce e le intimidazioni inviate al Comune dai precedenti occupanti dei locali, in riferimento all’eventuale riassegnazione della casa e non vuol essere certo la nostra associazione a correre il rischio di pagarne le conseguenze, sulla pelle dei volontari e delle loro famiglie, che comprometterebbero lo svolgimento delle nostre attività a discapito degli stessi cittadini. Non basta una telecamera per fermare i violenti”. Tra l’altro il Corpo volontari Protezione civile di Montesilvano risulta essere l’associazione di volontariato del settore più attiva in provincia di Pescara e tra le più attive della Regione Abruzzo: “Pertanto - annuncia il presidente dell’associazione - abbiamo interessato della vicenda anche l’assessore regionale alla Protezione civile Mario Mazzocca, affinché possa tutelare le prerogative minime indispensabili per la prosecuzione delle nostre attività di Protezione civile in spazi adeguati e conformi alle normative vigenti”.

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 29 Settembre 2016 20:33