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Giovedì, 12 Gennaio 2017 19:41

90 anni di unificazione. Nella fusione il no di Castellammare ai debiti di Pescara

le personalità presenti le personalità presenti

Doveva chiamarsi Aterno, così era stato deciso nelle assemblee dei due paesi ma poi divenne Pescara. Consiglio solenne di stamane dedicato ai 90 anni dell'unificazione della città, a questi si sono aggiunti i saluti del Prefetto S.E. Francesco Provolo e del vescovo, Monsignor Tommaso Valentinetti.

 

“E' quasi paradossale che le celebrazioni che oggi hanno avuto luogo a livello comunale e ora provinciale stiano a sottolineare l'importanza della nascita di un ente come la Provincia, proprio dopo anni in cui si è dibattuto sulla sua presunta inutilità", rigettata di fatto con il fallimento della riforma costituzionale.” Nel suo discorso Antonio Di Marco, presidente della Provincia  tiene a ribadire : “Le Province sono, oggi, a tutti gli effetti, elementi costitutivi e necessari della Repubblica, con pari dignità rispetto alle altre istituzioni territoriali, a cui devono essere riconosciute l’autonomia organizzativa, le funzioni e le risorse” Per il presidente uscente a due giorni dalle elezioni “il modello organizzativo di due anni fa, ma anche quello dell’anno appena trascorso, dovrà necessariamente essere modulato e calibrato secondo le esigenze e le disponibilità delle singole Province” e conclude “un’occasione per rilegittimare le nostre istituzioni nei territori.”

“Nel paese che ha il 50% del patrimonio artistico mondiale, la nostra Pescara ha ben poco di antico e storico, ma appare come una delle poche città moderne d'Italia: tutta moderna senza niente di antico.” Così il sindaco Marco Alessandrini esordisce, “Una condizione con la quale la città ha sempre dovuto fare i conti, magari a fasi alterne confermando e rinnegando questo oggettivo dato anagrafico”

C'è chi non la pensa allo stesso modo. Una storia che “non è prossima al secolo, ma che affonda le sue radici all’epoca romana.” Antonio Blasioli Presidente del Consiglio Comunale ricorda “Vogliamo portare in Consiglio Comunale la memoria di questo passaggio della nostra storia” e “ha saputo farsi strada dal gennaio del 1927 a oggi, guadagnando una nuova pelle e lasciando, magari con qualche nostalgia, ma senza rimpianti, quella avuta fino ad allora.” Cita Luigi Lopez “ il fiume era stato confine per millenni, aveva diviso nell'antichità i Marruccini dai Vestini, le terre Longobarde di Penne da quelle di Chieti e le rispettive diocesi, aveva diviso L'Abruzzo Citeriore da quello Ulteriore e successivamente la provincia di Teramo da quella di Chieti. Dal 1927 il fiume Pescara perse tale funzione e non divise più niente e nessuno!” E aggiunge “unificazione fra i comuni di Castellamare e Pescara, il fiume è diventato non un taglio nel territorio delle due città, come sempre era stato in passato” e “Tra il 1806 e il 1810, con la riforma amministrativa francese del Regno delle Due Sicilie, Castellamare, che non voleva farsi carico dei debiti di Pescara e che per Statuto mai avrebbe potuto aver il Sindaco del decurionato (vecchi Comuni), aveva deciso di staccarsi da Pescara. All'epoca i Comuni del nostro territorio erano addirittura tre, Pescara, Castellamare e San Silvestro e si racconta che l'esercito francese spesso dovesse intervenire per sedare le liti tra i vicini cittadini, questo al fine di evitare che delle scaramucce diventassero vere e proprie battaglie.” Ancora “Dopo l’arrivo della ferrovia, invece, siamo nel 1863, vari erano stati gli intenti di una unificazione. Ma nel 1882 per la prima volta intervenne in tal senso tale Mario de Fiori (psedonimo utilizzato da D’Annunzio). Le assemblee comunali di Castellamare Adriatico e Pescara già nel 1918 avevano votato una raccomandazione al Governo di identico tenore che puntava verso l'unificazione in un'unica città con il nome di “Aterno”, ma nel 1924 questo impulso si era fatto anche più pragmatico con la costituzione di un “Comitato di agitazione permanente”, formato da personalità di entrambi i Comuni e poi con la visita dei due rispettivi Sindaci a Roma dal Capo del Governo per perorare la causa, accompagnati dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di Ministri Giacomo Acerbo.“

 

E se Matteotti rallentò questo processo ma nel 1926, quando il governo fascista decise di dare vita a 17 nuove Province, “ci fu l'accelerata definitiva: il provvedimento comprendeva la unificazione dei Comuni di Castellamare Adriatico e Pescara e la formazione di una nuova Provincia, non più Provincia dell’Aterno, ma Provincia di Pescara.” I Pescaresi e il Sindaco di allora, Ferrugia, “erano contenti di aver mantenuto il nome; meno, forse, i Castellamaresi e il loro commissario, il Barone Gustavo de Landerset. Si racconta di manifestazioni di dissenso, specie per il modo in cui si era arrivato a cotanto traguardo.” Per Blasioli “il bagaglio delle esperienze della cultura e delle tradizioni che ci appartengono con uno sguardo volto alle ambizioni che animarono l'unificazione: divenire la terza forza sull'Adriatico fra Ancona e Bari.”

“Può espandersi senza limite per addizioni successive, come Los Angeles. …” Insiste Alessandrini “la mancanza di un centro rende difficoltosa quella conoscenza reciproca, un po' pettegola, che si forma in Italia dove tutti convergono in una piazza, una strada, un caffè, a parlare e a darsi spettacolo; ecco invece, unica in Italia, una città ribollente, confusa, in cui uomini e gruppi affluiscono, si addizionano, si accavallano come onde. Per un lato Pescara si può dire la più abruzzese delle città abruzzesi, per un altro lato è l'opposto della regione, di cui assorbe la linfa. … Con Pescara si ha il caso nuovo di un'emigrazione interna che ritrova il suo centro nella regione stessa. Gente di tutto la regione scende a Pescara, Mecca e miraggio dei popoli di montagna.” Elenca d’Annunzio e Flaiano, di Gabriele Manthoné, Antonino Liberi, ingegnere e architetto; Oddo e Grosso, campioni del mondo. E “Siamo anche la città di due ragazzi scomparsi lo scorso anno, troppo presto, a cui rivolgiamo un affettuoso pensiero: Alessandro Angelucci, 34 anni ricercatore universitario morto in Turchia durante una missione scientifica e Jennifer Sterlecchini, 26 anni vittima di un terribile atto di femminicidio.”

Ultima modifica il Giovedì, 12 Gennaio 2017 20:11

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