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La città di Troia, la scoperta di un sognatore.

Turismo/archeologia

di Angela Curatolo

Un sito storico avvolto nel mistero per secoli, nel distretto dei Dardanelli, in Turchia, Troia, oggi Truva, è un luogo dove si possono visitare i resti della città protagonista delle Opere di Omero e Virgilio. Un sognatore, passato alla storia come dilettante archeologo, Heinrich Schliemann, sciolse molti dubbi, non tutti, e la scoprì.

All'entrata del sito c'è una ricostruzione del mitico cavallo di Troia, al centro del famoso piano di Ulisse per espugnare Troia, dove si può salire e immaginare di essere un acheo seduto all'interno per tendere il trabocchetto, entrare e aprire ai compagni.

 

Entrata dal 1998 a far parte del patrimonio dell'Unesco.

Seguendo le indicazioni sull'Odissea ,la tenacia di  Heinrich Schliemann riuscì a sbrogliare il dilemma dell'ubicazione della città, sulla piana di Hisserlik venenro scoperti ben 9 strati nell'insediamento.

  • I strato (3000 a.C.): villaggio dell'Età del Bronzo Antico, con ritrovamenti di utensili in pietra e di abitazioni dalla struttura elementare

  • II strato (2500- 2000 a.C.): piccola città con mura caratterizzate da porte enormi, presenza del megaron (palazzo reale) e case in mattoni crudi che recano segni di distruzione da incendio, che Schliemann suppose potessero riferirsi ai resti della reggia di Priamo rasa al suolo dagli Achei

  • III - IV - V strato (2000 - 1500 a.C.): tre villaggi distrutti ognuno dopo poco tempo dalla fondazione

  • VI strato (1500 - 1250 a.C.): grande città a pianta ellittica disposta su terrazze ascendenti, fortificata da alte e spesse mura, costituite da enormi blocchi di pietra squadrati e levigati, con torri e porte. La distruzione della città dovrebbe essere avvenuta intorno alla metà del XIII secolo a.C. forse a causa di un terremoto.

  • VII strato (1250 - 1200 a.C. ): la città precedente fu immediatamente ricostruita, ma ebbe vita breve. I segni di distruzione da incendio hanno indotto Blegen a identificare questo strato come quello corrispondente alla Troia omerica

  • VIII strato (VII secolo a.C.): colonia greca priva di fortificazioni

  • IX strato (dall'età romana al IV secolo): costruzioni romane edificate sulla sommità spianata della collina e rifacimento.

L'insediamento decadde con la caduta dell'Impero romano d'Occidente.

Dopo che l'imperatore Costantino I rese il cristianesimo religione lecita dell'Impero romano, l'imperatore Flavio Claudio Giuliano, sostenitore del paganesimo, visitò la città nel 354-355 e poté verificare che la tomba di Achille si trovava ancora lì e che vi si offrivano ancora sacrifici rivolti ad Atena.

Nell'anno 500 un vasto terremoto causò il crollo definitivo degli edifici più emblematici di Troia. Nel 1354, la Troade passò all'Impero Ottomano. Dopo la definitiva caduta di Costantinopolinel 1453, la collina su cui sorgeva Troia fu chiamata Hissarlik, che significa in turco "dotata di forza".

Dal 1923 è parte della Turchia.

Il tesoro di Priamo

Il 15 giugno 1873 Schliemann scoprì alla base delle "mura ciclopiche" del VI strato, aiutato solo dalla moglie, la greca Sophia Engastromenou, bella come l'immagine che egli si era fatto di Elena di Troia, un tesoro costituito da migliaia di gioielli d'oro (per la precisione, più di 8.700), definito come il "tesoro di Priamo", che il Re aveva nascosto prima della distruzione della città. Questo tesoro era stato trovato alla profondità di 10 metri in un recipiente di rame largo 1 metro e alto 45 cm.

Schliemann riuscì ad esportare segretamente il tesoro in Grecia; per questo venne accusato dalla Turchia di esportazione illegale e costretto a pagare una ingente multa; l'archeologo tuttavia pagò una somma maggiore pur di divenirne il proprietario, quindi decise di donare il tesoro alla Germania, dove questo rimase fino alla seconda guerra mondiale.

Il 6 marzo 1945 Adolf Hitler ordinò che fosse nascosto nelle miniere di sale di Helmstedt, in previsione della sconfitta e per evitare che cadesse in mano ai sovietici. L'ordine di Hitler non venne eseguito e il tesoro finì a Mosca.

Negli anni successivi i russi smentirono che questo si trovasse nelle loro mani e così scoppiarono infinite polemiche. La prima conferma ufficiale della presenza del tesoro in Russia si ebbe nel 1993 da parte del ministro della cultura russo che dichiarò che il tesoro si trovava a Mosca, al Museo Puskin, dal 1945.

Attualmente quattro nazioni si contendono quel tesoro: la Turchia (dove è stato rinvenuto), la Grecia (erede della tradizione omerica), la Germania (a cui fu donato dall'archeologo) e la Russia (dove si trova attualmente).

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