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Lavoro. Tele9 contro Tele9: parte il processo dell'emittente abruzzese

Intrattenimento

Mercoledì 23 settembre, presso il Tribunale di Chieti, si aprirà il processo davanti al giudice del lavoro, per la televisione abruzzese.

Parti in causa sono il nuovo proprietario dell'emittente televisiva Tele9, Franco Scalpelli, rappresentato dall'avvocato Gaetano Mimola, e due ex dipendenti, Claudia Gentile e Davide Luciani, difesi dall'avvocato Antonio Del Vecchio.

La storia

Tutto nasce nel 2012, quando il fondatore dell'emittente televisiva, Vincenzo Gentile decide di vendere. La cessione avviene in due fasi: le frequenze vengono date a “Tv Italia”, mentre, il marchio, va all'imprenditore Scalpelli. Nel contratto di cessione Gentile, per tutelare i dipendenti della televisione, la figlia Claudia e l'altro impiegato, Davide Luciani, una clausola che avrebbe impegnato Scalpelli, come si evince dal ricorso, ad assumere i due, alle stesse condizioni di contratto lavorativo che avevano con la vecchia proprietà, ovvero come operatori di messa in onda.

Dopo contratto siglato sarebbero nati subito i problemi.

I due “vecchi-nuovi” dipendenti, infatti, “lamentano un regime vessatorio nell'anno e tre mesi sotto la gestione della nuova azienda Finsertmedia. “ Si apprende dal ricorso. “Viene loro, inoltre, impedito, di partecipare alle riunioni lavorative e di adempiere alle loro reali funzioni lavorative” allorchè “vengono licenziati in tronco senza alcun preavviso e contravvenendo allo stesso contratto precedentemente stipulato.”

I due dipendenti ora chiedono un cospicuo risarcimento danni.

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