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Diario di viaggio-Bali: Tra le alghe di Lembongan

Viaggi

BALI, Indonesia,2 Giugno ’10 - Se si vuole vedere la vera Bali com’era quaranta-cinquant’anni fa, bisogna venire a Lembongan. Un’isoletta che si trova proprio di fronte a Sanur, a ridosso dell’altra grande isola di Penida.

 

 

 

Lembongan è a un’ora e mezzo di barca da Sanur (8 euro a persona col mezzo più economico), ma ci sono motoscafi più veloci della Scoot per chi desidera una traversata più rapida e comoda: il barcone più economico e promiscuo (merci e persone assieme) è anche il più caratteristico. Ci si siede tra scatoloni di vettovaglie, frutta, casse di birra e acqua minerale sCarlo Bordoni Baliopra assi malferme che vengono posizionate dopo le merci, salendo e scendendo nell’acqua bassa della riva, marea permettendo. Non si sono pontili. Bagnarsi i piedi è un’esigenza vitale.

Tutte le barche, anche le più grandi, hanno caratteristiche “estensioni” laterali coloratissime, che servono ad assicurare una maggiore stabilità e assomigliano alle canoe della Papuasia.

A Lembongan non ci sono grandi alberghi, solo piccoli hotel di pietra e legno costruiti lungo la spiaggia o nell’esclusivo promontorio di Mushroom Bay, dove i prezzi sono più alti e si pratica il surf.

Il silenzio delle sere a Lembongan è impressionante, rotto solo dal canto dei galli e dal cinguettio di una varietà infinita di uccelli. Talvolta dai colpi per spaccare le noci di cocco o dalla musica delle cerimonie religiose che prendono corpo all’improvviso lungo le strade strette del villaggio che portano al tempio. Niente auto. Da una parte all’altra dell’isola si va in barca, a piedi o in bici. Ma anche con uno dei tanti motorini da noleggiare per poche rupie al giorno: l’unica nota di modernità che l’isola si concede. Perché Lembongan è un’isola poverissima, le cui sole risorse sono il turismo e la raccolta delle alghe. Dovunque giri lo sguardo trovi ampie distese di alghe multicolori ad asciugare.

Lembongan è un paradiso perduto che si lascia malvolentieri, soprattutto se non si è avuto il tempo di fare un giro nella foresta di mangrovie o di spingersi nel vicino isolotto di Ceningan, collegato a Lembongan da uno stretto ponte sospeso, e dove si possono ammirare le più possenti onde dell’oceano infrangersi dentro la Blue Lagaoon. Qui, in una piccola spiaggia al riparo dei flutti, può capitare d’incontrare qualche tipo dall’aria vissuta e dalla barba bianca, che fa venir sera bevendo forte e conversando piano. Come se il tempo si fosse fermato e un qualsiasi Hemingway avesse deciso di ritirarsi su questo lembo sperduto del mondo, a due passi dall’equatore, a pensare e a scrivere qualcosa che forse non leggeremo mai.


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