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Giovedì, 10 Agosto 2017 18:20

Arturo Porreca autore della canzone 'La mia città': “Montesilvano ha un sistema nepotistico” Video

Arturo Porreca nella foto Arturo Porreca nella foto fb Arturo Porreca

 di Angela Curatolo

Porreca:“Manca un'Anima perchè c'è un sistema nepotistico, si lavora se... conosci qualcuno, tutto è in mano a poche persone”. Chiarisce poi sulla polemica Montesilvanesità: “dovrebbero esibirsi artisti locali.”

 

"Montesilvano è bella, dal colle si notano il mare e i monti, uno scenario spettacolare. E' come un diamante che luccica poi, a guardar bene, con il microscopio noti i difetti, così il turista la vede da lontano, dice che è bella tra le luci del Luna Park e il mare ma c'è il bivacco e la bancarella non autorizzata.” Così descrive la propria città il cantautore Arturo Porreca.

I suoi testi cercano di pizzicare le false certezze e risultano a volte dissacranti, rivelano zone buie di una mentalità superata ma resistente. Crede nell'Universo circolare, "negli estremi che alla fine tendono a coincidere".

E' un musicista, lavora con l'Agenzia Cortocircuito, ha vissuto 4 anni a Parigi, ha tre figli; da Pescara, Villa Sabucchi, si trasferì a Montesilvano a 14 anni, Villa Verrocchio.

Nel brano “L'evidenza” parla della difficile scelta di chi è musicista, “I calci ai sassi” è dedicata al figlio, “ho presentato questa canzone sul palco di Francavilla e non mi è stato possibile a Montesilvano” dice un po' amareggiato. Il suo sogno è poter organizzare una serata dedicata alle Cover.

Ha dedicato una canzone anche alla città in cui vive, un grande amore, “La mia città”, e ha suscitato delle polemiche. 

Quanto la musica può aiutare a crescere?

Tanto ma non a Montesilvano se accade che Piero Mazzocchetti torna a suonare dopo 8 anni, e dove collocano il concerto di un personaggio così importante? A Montesilvano colle, non sul lungomare. Perchè non si è fatto di tutto per ospitare una serata con Giò Di Tonno? A Parigi è conosciutissimo. Sono queste le cose che non comprendo.

Parliamo de “La mia città” che ha suscitato polemiche e per alcuni persino indignazione. Una provocazione?

Mi fa piacere aver provocato qualsiasi reazione, ma non era quella la mia intenzione. La canzone è nata da una sensazione: io faccio il musicista torno tardi, quasi al mattino, scorgendo sul lungo mare da una parte i pescatori e gli anziani, dall'altro le prostitute, mentre le campane della chiesa di Villa Verrocchio suonano. Una sera mi sono chiesto: per chi suonano? Poi ho realizzato: per gli autoctoni che vivono in un mondo tutto loro, circondati da prostituzione e gente straniera, appaiono isolati. E da questo pensiero è nata la canzone.

“I falsi imprenditori e veri truffatori”, ce ne sono molti in città? Che potere avrebbero?

Si e hanno avuto potere, molto potere. Mi riferisco anche e soprattutto a coloro che fanno piccole truffe da anni nelle vendite, ad esempio, di automobili, e sono borderline, la città è piena, nessuno se ne accorge. “Le piste indiscutibili non sono quelle ciclabili” a cosa ti riferisci? Le piste ciclabili devono esserci se la città vuole essere turistica e europea. Ma io parlo anche di altre piste, quelle di cocaina, c'è molto spaccio, a Montesilvano come su tutta la costa abruzzese. Per lavoro giro i locali e vedo che succede, tra vetture nuove e leasing da pagare, ricchezza effimera e ostentata mondanità.

Perchè è scoppiata la polemica con la Montesilvanesità e Sergio Agostinone?

Nessuna polemica. Soltanto ho sottolineato che in una manifestazione identitaria è logico chiamare cantanti locali, della città, invece hanno chiamato Nico il roscio di Città Sant'Angelo, per 700 euro potevano ingaggiare anche un artista locale. Tutto qui. Sul social se la sono presa.

Perchè secondo te questa città non riesce a guadagnare l'Anima, nel bene e nel male, come ogni città?

Perchè c'è un sistema nepotistico, si lavora se...conosci qualcuno, tutto è in mano a poche persone. Poi deve essere gestita come una città di oltre 50mila abitanti e non come un paesino. Ogni quartiere crede di essere a sé, non si è fuso con la città. Non ci sono più Villa Verrocchio, Villa Carmine, Villa Canonico e gli altri ma c'è Montesilvano.

Cosa manca a Montesilvano per te?

A Parigi mi mancava il mare, qui di fare il musicista nella mia città. Feci anche una serata gratis “Bologna solo andata” in Piazza Diaz, dedicato alla musica di Lucio Dalla, pagai di tasca mia due collaboratori. Poi però non accade nulla finisce lì. Io lavoro lo stesso non è un problema. Pensare che il palco di Francavilla mi ha chiamato e ho presentato la canzone inedita dedicata a mio figlio, a Montesilvano non l'ho potuta presentare, sono deluso.