Oggi, più che mai, tutti i politici vogliono andare a Montecitorio o al Senato. Le ragioni che spingono dal politico di provincia al cittadino, anche poco avvezzo all'argomento sono evidenti: evitare la stressante campagna elettorale, chiedere voti, elemosinare apparizioni sui media, offrire quelle cene... cacciare soldi, parlare con le persone e convincerle... uh che lavoraccio.
Il desiderio di Parlamento può sorgere anche per altri motivi, però.
Il Calabrese Alfredo Caccamo sostiene che candidarsi al Comune di Montesilvano è più facile per uno del posto, “qui hanno tanti parenti”, dice, “Invece la candidatura al Senato è diversa, è tutto predisposto, non devi fare campagna elettorale”.
“Per andare al Comune e alla regione devi chiedere i voti, io non sono originario del luogo, i parenti sono pochi, i miei voti varrebbero meno”.
“Per me il voto è difficile qui”, afferma, “ se mi dessero un posto al Senato, con la candidatura, io direi di sì”, e aggiunge, “la politica che conosce Alfredo Caccamo sa che è un missino vero e non ha mai tradito”
L'ex consigliere comunale, Dal Tirreno all'Adriatico, della giunta Cordoma, si propone: “datemi un posto al Senato e saprete chi sono!”



