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Mercoledì, 03 Gennaio 2018 16:31

"Tassa occulta". Buste frutta, 50 euro in più all'anno a persona.

Scritto da di Angela Curatolo
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questa foto sta facendo il giro dei social in poco tempo questa foto sta facendo il giro dei social in poco tempo

di Angela Curatolo

Corre la rabbia sul web. Da 1 a 5 centesimi il costo di ogni busta per frutta e verdura della grande distribuzione, secondo i calcoli Codacons "la tassa occulta" peserà da 20 a 50 euro annuali a persona mentre Assobioplastiche dice da 4 a 12 euro.

Piccole spese crescono e tutte insieme impoveriscono sempre più.

Tra le imposte sul lavoro, sui servizi, comunali, provinciali, regionali, canone rai legato all'elettricità, si aggiungono queste 'inezie' che si rivelano quella goccia del vaso che fa 'sbroccare' chi il sole della serenità non lo sente da tempo e viaggia sull'onda dell'incertezza economica. Sul web si solleva una protesta per eludere questa imposizione, piccola ma offensiva dell'intelligenza del consumatore.

La legge 123/2017 prevede, dal primo gennaio, che i sacchetti utilizzati nei supermercati per imbustare frutta, verdura, pesce, affettati e altri prodotti alimentari siano a pagamento. Una mossa del giaguaro che non è piaciuta agli italiani. Se sono 100 miliardi nella UE i sacchetti di plastica, si poteva trovare una soluzione diversa obietta chi personalmente va a fare la spesa tutti i giorni e non naviga nell'oro. Insomma un altro splendido regalo dell'Unione Europea. E il governo Italiano, indietro su tutto, in questo caso si è voluto avvantaggiare.

Nel 2019 una direttiva dovrebbe diminuire del 80% il numero di questi sacchetti. Gli Stati membri dovrebbero adottare, secondo questa direttiva ancora da votare a Strasburgo per aprile 2019, delle misure specifiche come tasse, imposte, restrizioni o divieti di commercializzazione, affinché gli esercizi commerciali non diano più ai loro clienti sacchetti di plastica gratuiti ad eccezione di quelli molto leggeri, utilizzati per avvolgere alimenti sfusi come carne cruda, pesce e prodotti lattiero-caseari. Questa parte dove si paga il nostro Bel Paese già l'ha regolata da gennaio. Per quanto riguarda invece i sacchetti di plastica utilizzati per avvolgere alimenti come frutta, verdura e dolciumi dal 2019 dovranno essere sostituiti con dei sacchetti in carta riciclata o sacchetti biodegradabili e compostabili. Speriamo di non pagare più quindi in futuro.

Ebbene ricordare che dal 2011, con effetto di altra direttiva, sono in circolo 55% sacchetti in meno.

Intanto multe salate per gli esercenti che non rispettano la regola attuale, dal 2500 a 25 mila, fino a 100mila. Strana legge e sui social decine di consumatori inferociti si sono scagliati contro quello che Codacons ha ribattezzato una "tassa occulta".

"A mali estremi, estremi rimedi". E poi ancora: "Fatta la legge, trovato l'inganno". Frasi che accompagnano una carrellata di foto di banane, mele, zucchine e mandarini etichettati uno ad uno. Neanche il tempo di entrare in vigore, che la legge sui sacchetti biodegradabili a pagamento nei supermercati ha già animato le prime rivolte. Adesso scoppia la rabbia, la cosa era stata annunciata da agosto. Assobioplastiche assicura "il suo massimo impegno a monitorare il mercato affinché non si verifichino speculazioni sui prezzi o altre anomalie", però la nuova legge ha già suscitato la rabbia dei clienti, che per evitare di pagare il sacchetto, hanno iniziato a pesare individualmente verdura e frutta. "Fatta la legge, trovato l'inganno. Mio marito è un genio!" scrive su Facebook Lucia, che mostra quattro arance etichettate una ad una. "Volevo farlo anch io, ma si può?" chiede un utente. "Certo che si può - replica Edoardo, il marito di Lucia - l'ho fatto stamattina e la foto ne è la prova. Nessun costo aggiuntivo per il sacchetto, ho controllato lo scontrino alla cassa".

Edoardo spiega che la sua "è solo una protesta dimostrativa". Ma sui social ha già raccolto una nutrita schiera di sostenitori. "Ma quindi oggi devo etichettare ogni singolo mandarino e ficcarmelo in tasca?" si chiede ironico qualcuno su Twitter. E tanti protestano per quella che considerano "un'ingiustizia", "una truffa" e ancora "un'assurdità". "E niente...anche se non prendi i #sacchettibiodegradabili perché compri 1 pezzo unico, te lo fanno pagare" denuncia invece Enrico, allegando la foto di un limone con l'etichetta incollata sulla buccia e quella dello scontrino con l'addebito di 2 cent. Tra i tanti indignati c'è infine chi la prende con ironia, come Samuele che cinguetta: "Ecco perché i francesi vanno in giro con la baguette sotto l'ascella".

Letto 2054 volte Ultima modifica il Mercoledì, 03 Gennaio 2018 17:21