"Nell’operato di Maragno non ci sono solo le illegittimità amministrative (per il momento) frutto delle delibere del PP1 e del Piano di Recupero Urbano di Montesilvano Colle approvate dalla giunta e sulle quali il Partito Democratico di Montesilvano terrà a giorni una conferenza stampa. Non ci sono solo le revoche, attraverso WhatsApp, di assessori che non si sono allineati al capo, perché hanno una diversa visione dell’attività della PA, non ci sono solo i viaggi in Bosnia del sindaco a spese della collettività in un momento di pericolosa emergenza sociale, come non ci sono solo gli annosi allagamenti che alle prime piogge paralizzano e terrorizzano la comunità, c’è molto di più!" Si legge in una nota PD durante la passeggiata degrado.
"Ci sono degrado e abbandono di una città di 60mila abitanti che in estate raddoppia le presenze sul territorio, e la stagione turistica è alle porte. Una città isolata priva d’identità, zero prospettive, senza idee per la realizzazione di opere pubbliche e con un futuro incerto. Nemmeno un corso o una piazza adeguata dove incontrarsi per chiacchierare o leggere un libro. I parchi, unici spazi fruibili per cittadini e turisti, simboli del tempo libero e dei giochi per i più piccoli, sono abbandonati al loro degrado e addirittura già chiusi nel primo pomeriggio. Degrado, un termine ben definito e non opinabile, quando c’è, è ben visibile da tutti. Ci siamo fatti un giro scattando qualche foto." E riferiscono "Siamo andati a Montesilvano Colle, dove vive il sindaco, trovando l’ingresso del borgo invaso dalle sterpaglie e dal terriccio, poi abbiamo visitato il luogo simbolo del paese, la passeggiata Licinio di Fulvio con vista mozzafiato sul mare e sulla città, ma ci siamo dovuti fermare a metà del cammino, vegetazione e rifiuti bloccavano il passaggio non consentendo il raggiungimento della piazza Osvaldo Galli, luogo un giorno deputato alla realizzazione di manifestazioni estive, oggi solo deposito di pattume. Altro che recupero del borgo per attività commerciali e d’intrattenimento. . Dal colle scendiamo a Villa Carmine, ma nulla è cambiato. La piazza Guy Moll del quartiere più popolato di Montesilvano è immersa nell’erba alta con i giochi per bambini rotti e le panchine divelte. Stesso scenario a qualche metro di distanza nella zona degli impianti sportivi, stadio comunale e palasport quasi inaccessibili."
"Ci spostiamo nel quartiere Ranalli, il Parco della pace è chiuso, inaccessibile e abbandonato."
"Andiamo sulla riviera. Troviamo alle ore 17 il parco Le vele chiuso e dall’esterno certifichiamo lo stato di decadenza. Ci rechiamo nel cuore della città. Parco Dean Martin e piazza Marino Di Resta, luoghi che ricordano persone care, per motivi diversi, alla città di Montesilvano, regnano nella vergogna e nell’incuria, una mancanza di rispetto nei confronti delle persone a cui sono intitolati. Concludiamo questa drammatica passeggiata nella parte sud della città ai confini con Pescara, dove troviamo Parco delle favole su via Verrotti e Il parco dei bimbi in via Silvino Di Giovanni, in cui la situazione rimane identica, nella trascuratezza totale come sulla Strada Parco."
Una riflessione sorge spontanea. "Montesilvano non può essere più amministrata da una classe dirigente non in grado di programmare neanche una mera manutenzione del verde, un requisito minimo per chi ambisce a una candidatura per essere eletto alla guida della terza città d’Abruzzo. I cittadini, gli operatori turistici e commerciali, sono rassegnati alla parabola discendente che Montesilvano vive ormai da troppi anni. Serve una nuova prospettiva di rilancio, ci vorrà una rivoluzione da affidare a persone che vorranno mettersi insieme solo per il bene della città."



