Giulianova. Con il supporto storico di Walter De Berardinis, ricercatore locale sugli avvenimenti militari nella 1° e 2° Guerra Mondiale nella Città di Giulianova e delegato dell’A.N.V.C.G. (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra), la proiezione in anteprima del docufilm “Terra Bruciata”, in tour in Italia, presso il Cinema Moderno Multiscreen di Giulianova alta la mattina del 16 maggio 2018.
L’iniziativa è tesa a far conoscere alle nuove generazioni le atrocità della guerra vissuta dai nostri nonni durante la 2° Guerra Mondiale in Italia.
La prof.ssa Marcone si è attivata per organizzare la proiezione e invitare il regista e lo storico del film presso il cinema di Giulianova la mattina della proiezione.
Il progetto del film documentario “Terra Bruciata” nasce dall’incontro tra il regista Luca Gianfrancesco e il prof. Giuseppe Angelone, docente di Cinema, Fotografia e Televisione presso la Seconda Università di Napoli, che da anni conduce ricerche sullo stragismo nazista in Terra di Lavoro, sulla base di numerose fonti documentali, racconti dei testimoni e materiale cinematografico dell’epoca. Un film che ha impiegato oltre quattro anni di lavorazione, ottenendo il contributo di diversi Comuni del casertano. Al termine della proiezione è previsto un dibattito con il regista Gianfrancesco e lo storico Angelone, coordinati da De Berardinis.
Anche Giulianova fu pesantemente colpita durante la 1° e 2° Guerra Mondiale – come è stato documentato dalle recentissime ricerche del ricercatore locale Walter De Berardinis nel saggio “Giulianova sotto le bombe nella 1° e 2° Guerra Mondiale” edito da Artemia editrice – in special modo nella 2° G.M. a Giulianova si registrarono 24 morti immediati (2 fucilazioni da parte dei tedeschi) e 28 da postumi per le ferite riportate. I bombardamenti degli angloamericani iniziarono il 12 ottobre 1943 per terminare il 14 giugno 1944. Oggi, la Piazza posta dietro il comune di Giulianova, su suggerimento di De Berardinis, porta il nome di “29 febbraio 1944” in ricordo del pesante bombardamento sul centro storico dove morirono 10 persone, tra di loro il famoso giornalista giuliese Francesco Manocchia con il ferimento della moglie e dei suoi figli (Benny, Franco e Omero). Per non dimenticare la fucilazione da parte dei tedeschi di Vincenzo Alleva, reo di aver rubato dei cavi telefonici o Flaviano Poltrone, perché si oppose alla consegna del proprio cavallo.
Al termine della prima proiezione a Roma, lo scorso 19 aprile, l’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, Susanne Wasum Rainer, ha espresso la propria commozione pubblicando un tweet ufficiale le cui parole risuonano alte e forti: “Non dobbiamo dimenticare e non dimenticheremo! Per il nostro futuro italiano e tedesco e soprattutto europeo! Grazie!”.
La ricostruzione della strage nazista di via Faeta a Conca della Campania (Caserta) e delle diverse forme di resistenza all’oppressione tedesca si è avvalsa della testimonianza autentica dei sopravvissuti e l’enfasi emotiva che traspare dai loro racconti, pervade e scuote gli animi degli spettatori per il carico di terrore e dolore ancora vivido e incancellabile che hanno custodito nell’animo per anni e ora raccontano con sollievo.
Una tragica solennità ripercorre momenti ignorati da molti e recuperati da un attento lavoro di ricerca negli archivi di mezzo mondo.
L’operazione a livello storiografico ha un valore notevole perché si ritenevano marginali le ritorsioni naziste nel Sud Italia all’indomani dell’Armistizio e, invece, si scoprono i tanti episodi di sopruso vissuti nel silenzio e nella dignità di una popolazione mite ma determinata ad anteporre le ragioni umane alla convenienza e alla salvezza.
I giudizi espressi dalla critica autorevole sono stati molto positivi.



