"Sabato 29 il Teatro Marrucino chiuderà i battenti a causa dei mancati trasferimenti economici dalla Regione". Lo ha comunicato il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, affiancato dal presidente del Cda Cristiano Sicari e dal direttore amministrativo Cesare Di Martino. "Nonostante le promesse manca il trasferimento di 500.000 euro dalla Regione. Senza questi fondi, 300mila di contributi ordinari e 200mila legati a eventi del Bicentenario, il finanziamento comunale di 400mila euro non può garantire la sopravvivenza del Teatro, pregiudicando lo stanziamento economico del Mibact per le opere liriche".
Parlando del rischio per gli accordi di coproduzione di due opere con altri teatri, capofila lo Sferisterio di Macerata, Sicari ha sottolineato che "i contributi promessi dalla Regione per il 2018 non solo non sono stati erogati, ma mai iscritti in bilancio. Ci spiace per i 12 dipendenti e i due direttori che vedranno bloccati i contratti, ma mantenere aperto il Teatro significherebbe esporlo solo ad azioni legali".
Lega raccoglie firme in piazza
Sabato e domenica prossimi, la Lega di Chieti scenderà in piazza con due gazebo, il 29 in città e il 30 allo Scalo, per promuovere una raccolta di firme in favore del Teatro Marrucino. "E' una delle più importanti istituzioni culturali non solo d'Abruzzo, ma dell'Italia intera. Ha sempre garantito produzioni e stagioni di altissimo livello: oggi, per la noncuranza della Regione, il Teatro Marrucino di Chieti si prepara a chiudere i battenti." Si legge in una nota, dopo le manifestazioni in programma per la "Notte dei Ricercatori" sarà fermata ogni attività. "Si tratta dell'ennesima mossa programmata dal Governo Regionale per declassare la città di Chieti - afferma Palmerino Mammarella, vicecoordinatore provinciale e commissario cittadino della Lega - Perché è solo la negligenza della Regione ad aver portato la principale istituzione culturale cittadina alla chiusura. Una Regione che non è stata in grado di garantire l'erogazione di somme dovute per legge: 300mila euro di contributi ordinari e 200mila euro deliberati per le celebrazioni del Bicentenario del Teatro. Un episodio questo senza precedenti - sottolinea Mammarella - il Marrucino nella sua storia ha chiuso le porte solo durante le grandi guerre. E' l'ennesimo colpo, una delle tante mortificazioni inflitte dall'amministrazione D'Alfonso al capoluogo teatino. Alle molteplici sollecitazioni del Cda del Teatro la Regione ha risposto con lettere che si sono dimostrate solo vuote parole, utili solamente a prendere tempo, senza alcun gesto concreto. Oggi la situazione economica del Marrucino è irrimediabilmente compromessa e sta comportando anche una serie di problemi nei rapporti con altre istituzioni culturali, con cui erano stati avviati proficui rapporti di collaborazione. L'ulteriore danno deve ancora arrivare, la negligenza della Regione provocherà anche la perdita dei contributi statali che, come noto, vengono erogati a consuntivo dell'attività svolta".
"La Regione Abruzzo ha un rappresentante all’interno del Cda del teatro - evidenzia il coordinatore regionale della Lega, on. Giuseppe Bellachioma - e dovrebbe avere un interesse reale verso le politiche culturali di uno dei quattro capoluoghi di provincia. A questo punto è un dovere chiedere: dove sono finiti i fondi promessi per il Marrucino?"



