Oggi, da Roma, 02 gennaio 2019 arriva una lettera al Direttore di redazione dal Dott. Giuseppe Di Giannantonio, Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti e Dispersi in guerra (ANFCDG) e cittadino di Montesilvano.
"Egregio Direttore" si legge nella lettera: "ho appreso con rammarico dell'atto vandalico che ha violato un luogo ed un monumento, simbolo di sacrificio, di Montesilvano. Nutro un pacato ottimismo che si tratti di un caso isolato, di un gesto sconsiderato, posto in essere da persone inqualificabili.
Tali atti perpetrati a disprezzo della Memoria di quei Caduti che hanno combattuto per la Patria, offendono le famiglie di tutti coloro che hanno servito e servono nelle FF.AA. e, l’Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti e Dispersi in guerra in particolare, quelle che formano la sede di Pescara, ne risentono e condannano con forza tali atti inescusabili.
Constatiamo che questi comportamenti si vanno ripetendo sempre più spesso in varie parti d'Italia e possiamo solo rilevarne il generale declino del senso civico, una deprimente perdita dei valori e l’affievolirsi del senso dell'unità sotto una sola bandiera, l'orgoglio verso coloro che sono caduti indossando una divisa e servendo lo Stato.
Proprio di questi valori si fa promotore l’Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti e Dispersi in guerra, quale membro della Confederazione delle Associazioni Combattentistiche e partigiane, che tra i propri scopi statutari ha quello di concorrere alla crescita morale e civile del Paese e che pertanto cerca di seminare nelle giovani generazioni quei sentimenti di legalità, di appartenenza ad un'unica comunità, di difesa dell'Unità della Patria. Il seme di questi principi va coltivato nel tempo ed occorre dedicargli il dovuto spazio e le dovute attenzioni, per questo l’Associazione, anche a Pescara, sensibilizza e coinvolge le scolaresche di ogni ordine e grado verso queste tematiche, con la realizzazione di progetti ed incontri.
E' vero che i cittadini dovrebbero essere le prime sentinelle dell'ordine e della legalità, ma non si può fare appello solo alla sicurezza partecipata se negli anni si è trascurato di infondere i valori ed i principi di cui sopra. Bisogna investire nell'educazione e non solo dei giovanissimi, lungo un percorso formativo continuo che insegni e trasmetta un reale e compiuto senso civico.
Signor Direttore, perdoni il nostro sfogo che ci ha spinto a manifestare il nostro disappunto sull'accaduto; affidiamo a Lei e alla Sua capacità di esporre l’importante compito di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a questi fatti che altrimenti verrebbero del tutto ignorati.
A tutto il nostro sostegno per ogni attività finalizzata a preservare la memoria ed il rispetto dei Caduti in nome dell'Italia."



