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Lunedì, 14 Gennaio 2019 18:43

“Amleto 1.3”al Piccolo Guascone

Scritto da kimr edy

al Piccolo Teatro Guascone Venerdì 18 e sabato 19 Gennaio ore 21, domenica 20 Gennaio ore 17:30 con prevista replica alle 21.

 

Quello proposto da Umberto Marchesani è uno studio sulla follia, la solitudine e il misticismo di Amleto, dove il protagonista è costantemente solo, isolato, in compagnia soltanto di se stesso.

"Pur vivendo nella realtà consueta Amleto è nel suo dolore: un dolore che lo rende mistico, perchè il suo destino è regolato dall'ombra paterna che fa in modo che la sua anima vaghi tra due dimensioni, inclusa la sua volontà, positiva e negativa di inazione e attività." (U. Marchesani)

“Uno” come Studio,“Tre” come Atto Terzo, culmine drammaturgico del dramma di Amleto, sintesi scenica che Umberto Marchesani ha voluto creare intorno all'eroe scespiriano. Lo spettacolo è un concentrato di sessanta minuti “manipolati” da voci e suoni elettronici ricercati ed eseguiti in tempo reale da “Globster”. Marchesani annuncia la sua performance come “presenza sonora”, spiega l'attore teatino, “il mio Amleto diventa un pensiero, un occhio che guarda dall'alto, dal limbo in cui è sospeso, non morto e non pazzo, e più che mai a noi contemporaneo nel clima di perdita di identità e ideologia in cui siamo immersi. Una tragedia dell'inazione in cui il pubblico è invitato a immergersi attraverso il reciproco gioco di sguardi con l'attore, le voci degli altri protagonisti e con gli stessi spettatori compresi nello spazio. Uno spettacolo da ascoltare – conclude- poi vedere.” (Jolanda Ferrara-Il Centro) <è> “Amleto 1.3”, ritorna a distanza di qualche anno, dopo aver debuttato al Florian Metateatro, e replicato in luoghi che con lo spazio teatrale hanno poco a che fare. “Amleto 1.3” è concepito come una lunga “Performance”, in effetti ha partecipato al Festival di Arti Performative: “Corpo”, molto interessante risultò l'esperimento fatto nella galleria d'arte “White Project”. Scrive Gian Marco Montesano: “Marchesani fa il suo pezzo di Amleto col piglio serissimo del bravo attore, crede al perdurare della serietà tragica dei problemi sui quali Amleto insiste a volerci far riflettere, se questo accade, la responsabilità è della cultura teatrale. Umberto è dunque un vero attore. Eppure non può farci nulla, malgrado la sua fede nel valore dei problemi di Amleto non può sottrarsi allo spirito del tempo che soffia su noi tutti facendo strani scherzi. Cosi, chissà come e perchè, si trova a dialogare con quelle buffe testine di resina sintetica usate dalle “estetiste” per esporre le parrucche. Da “estetista” ad estetica il passo è breve. Ancora uno spiazzamento manierista, una finta, uno scarto resi possibili solo dal crollo delle certezze classiche, della fine parodica dei ruoli e dei territori di competenza”. Con il sostegno di: Florian MetaTeatro-Centro di produzione teatrale.