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Giovedì, 26 Novembre 2015 19:59

Lotta all'Isis, Germania in campo "Invieremo Tornado in Siria"

Renzi - Hollande Renzi - Hollande

L'Italia e la Francia sono "due nazioni sorelle", anche nella dura prova per far fronte alla sfida terroristica: lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che al termine di un incontro all'Eliseo con il presidente francese, Francois Hollande, ha assicurato l'impegno italiano per l'obiettivo comune, "la distruzione di Daesh" (Isis).

 

Renzi ha riaffermato la volonta' di agire al fianco dell'Ue e della Francia in campo diplomatico, militare ma anche culturale.

"La coalizione sia sempre piu' ampia e inclusiva" possibile, ha esortato il premier, invitando a dare "la massima priorita' al dossier sulla Libia perche' rischia di essere la prossima emergenza". Intanto la Germania ha fatto sapere che inviera' i cacciabombardieri Tornado in Siria per missioni di ricognizione. Nel pomeriggio Angela Merkel informera' i gruppi parlamentari delle tre formazioni governative (Cdu, Csu, Spd) del contributo tedesco che potrebbe concretizzarsi nell'invio di una fregata, aerei cisterna per somministrare combustibile ai caccia e anche nell'utilizzo di satelliti. Finora la Germania concentra i suoi sforzi nella formazione e nell'equipaggiamento dei combattenti curdi. Berlino ha gia' promesso 650 soldati in Mali per 'alleggerire' la Francia dal compito di stabilizzazione del Paese africano e consentigli di concentrarsi sull'Isis in Siria.
  Anche il premier britannico, David Cameron, ha chiesto al Parlamento di poter bombardare in Siria perche' il Regno Unito "non puo' delegare la sua sicurezza ad altri Paesi". Il voto di Westminster potrebbe arrivare gia' la prossima settimana.
  Intanto, in attesa che Hollande a Mosca incontri il presidente russo, Vladimir Putin, non si abbassa la tensione tra Russia e Turchia. Mosca ha esplicitamente chiesto ai cittadini russi che si trovano in Turchia di rientrare in patria. E la Russia e' passata alle ritorsioni economiche per "l'atto di aggressione" e ha anche fermato, secondo i media turchi, una cinquantina di uomini d'affari turchi a Krasnodar, nel sud, accusandoli di aver mentito sul motivo del viaggio: sarebbero stati multati e condannati a 10 giorni di detenzione.
  Putin si e' lamentato di non aver ricevuto alcuna scusa dalla Turchia, ne' proposte per il risarcimento del danno, e neanche l'impegno a punire i responsabili. Ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, gli ha risposto che e' lui ad attendersi le scuse "da chi ha violato lo spazio aereo" della Turchia. La Russia intanto ha schierato gli S-400 a Latakia, in Siria. E, come ha avvertito l'ambasciatore Usa a Mosca, non faranno che complicare la situazione.

agi

 

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