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Lunedì, 14 Ottobre 2019 15:37

Grande Pescara. Di Stefano: "Cittadini di Montesilvano, vogliono cancellarvi"

Scritto da rednez

Uno dei più convinti assertori del No alla Grande Pescara è Gabriele Di Stefano che durante le elezioni ultime a sostegno di De Martinis, si è candidato nella Lega e pur ottenendo molti,voti dopo tre consiliature, è rimasto fuori dal Consiglio Comunale montesilvanese.

 

Anche lui ha aderito al Comitato 646 di Lillo Cordoma, e venerdì sera è stato l'ultimo a parlare al microfono nella manifestazione in piazza. "Finalmente non sono più solo a lottare contro il progetto di fusione della Nuova Pescara". Ha tenuto a ricordare ai residenti di Montesilvano e Spoltore "quella drammatica pagina di storia che cancellò Castellammare Adriatico".

"Nel 1927 per permettere a Pescara di diventare provincia, ingannando i residenti di Castellammare Adriatico, fusero i comuni, favorendo i primi a scapito dei secondi che furono letteralmente cancellati dalla storia" E ha detto: "All’ora come oggi, pagano il prezzo della loro ingenuità e superficialità. Montesilvano e Spoltore nel futuro, continuando ai ritmi attuali, possono crescere e raggiungere livelli d’eccellenza, sia funzionale che economica: perché cedere questa indiscussa risorsa al comune di Pescara? "

"Pescara, oggi come nel 1927, è l’unica che vedrebbe accrescere il suo prestigio, fagocitando risorse e territori che con fatica hanno costruito altri, tra l’altro mantenendo il proprio nome”.

Per Di Stefano, Montesilvano, non essendo metropoli, rischia di diventarne periferia. "La soluzione di creare una metropoli è appannaggio di speculatori, affaristi del cemento e politici (...), non di chi ha come priorità la qualità della vita".

Ha sottolineato che "questa scellerata scelta, se vedrà la luce, sarà irreversibile e saranno cancellati dalla storia a beneficio di un comune, Pescara, che oltre allo spazio vitale altrui, si vuole impadronire anche della popolazione, della sua storia e identità".

Analizza così i risultati del 2014: "I totali degli aventi diritto al voto, erano 41334, di questi, ben 12543 non si sono recati alle urne, i NO sono stati 12548 e i SI 13719. Quindi la somma dei non votanti e dei NO è il doppio di chi voto il SI, senza tenere in oltre in questo conto le schede nulle e bianche (più di 2500)".

E commenta: "Per la matematica non esiste nessuna maggioranza effettiva che voglia questa malsana fusione".

Per l'ex consigliere comunale coloro che proseguono con la fusione "non rispettano la volontà popolare, il tutto grazie ad un artificio matematico e politico architettato ad arte per confondere il popolo ponendolo davanti a un malaugurato fatto compiuto".

"Quel referendum, inoltre, fu nascosto in altre tre schede elettorali" e invita i cittadini a “ribellarsi, pacificamente ma con sincera determinazione" pena è, al contrario, la "condanna ad un futuro di oblio e miseria sociale, sperduti nella periferia di una grande città".

Infine ha predetto: " prossimo passo di questo malsano piano sarà quello di strappare il capoluogo regionale".