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Venerdì, 24 Aprile 2020 18:49

Coronavirus, in Italia quasi 26mila decessi totali

Scritto da nefer

420 vittime rispetto a ieri

Le persone attualmente positive sono 106.527, i guariti sono 60.498. I casi totali nel nostro Paese sono 192.994, al momento sono 106.527 le persone che risultano positive al virus. Le persone guarite sono 60.498. I pazienti ricoverati con sintomi sono 22.068, in terapia intensiva 2.173, mentre 82.286 si trovano in isolamento domiciliare. I deceduti sono 25.969 questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

 

Più della metà delle regioni italiane fanno segnare un calo dei malati per il coronavirus. Dai dati della protezione civile emerge infatti che i pazienti attualmente positivi sono in diminuzione in 11 regioni - Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Liguria Campania, Puglia, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Calabria e Valle d'Aosta - e nelle province autonome di Trento e Bolzano. Inoltre, in Basilicata non si registrano nuovi casi. In controtendenza, invece, sono ancora la Lombardia, con 495 nuovi malati in più rispetto a ieri, e il Piemonte, con 239 in più.

Dal 4 maggio sarà probabilmente necessaria l'autocertificazione solo per gli spostamenti tra una Regione e l'altra e non servirà invece per uscire e muoversi all'interno dei Comuni e della stessa Regione. E' questa l'ipotesi allo studio del governo in vista della fase 2. Il nuovo modulo dovrà essere utilizzato da chi viaggia da una regione e l'altra, uno spostamento che sarà consentito - almeno nella prima fase - solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute, come avviene già oggi per tutti i movimenti.

"La gran parte delle infezioni si verificano fondamentalmente dove si concentrano sostanzialmente le persone anziane e i disabili, poi c'è il livello familiare, quindi le strutture sanitarie e il livello lavorativo". Lo ha spiegato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), durante la conferenza stampa all'Iss su 'Covid-19, analisi dell’andamento epidemiologico e aggiornamento tecnico-scientifico'.

Secondo uno studio preliminare condotto dall'Iss su circa 4.500 casi notificati tra l'1 e il 23 aprile, "il 44,1% delle infezioni si è verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro". Si legge su Adnkronos.

"La curva" epidemica "mostra che si riducono i sintomatici", e questo "un po' dappertutto", ha evidenziato poi Brusaferro aggiungendo: "Si riduce anche la quota di pazienti critici", e "sta crescendo l'uso dei tamponi sul territorio andando a intercettare precocemente i casi". Tanto che "sta crescendo la quota di pazienti paucisintomatici o asintomatici".

Ma "anche nelle zone a bassa circolazione del virus ci sono comunque dei focolai, come nel Lazio, in Calabria, in Sicilia: globalmente l'intensità di circolazione si è molto ridotta, ma rimane la circolazione del virus", ha sottolineato i il presidente dell'Iss. "Questo è il motivo per cui anche quando parliamo di allentare alcune misure - ha aggiunto - si esprime sempre la cautela e la necessità di muoversi passo passo, perché la situazione epidemiologica è nettamente migliorata ma non possiamo ignorare che il virus continua a circolare. Dobbiamo muoverci in maniera cauta, con misure progressive e con un continuo monitoraggio nel momento della riapertura perché la situazione è differenziata nel paese".

"Da aprile aumenta il numero delle donne contagiate", ha fatto sapere ancora Brusaferro. Quanto ai decessi "l'età media delle donne è più elevata, e si conferma il fatto che le donne muoiono meno rispetto ai maschi nel nostro Paese".

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