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Giovedì, 07 Maggio 2020 19:12

Coronavirus nel mondo. Mosca più contagi della Cina. USA:Trump vuole riaprire il Paese.

Scritto da Angela Curatolo
NY portico di Central park NY portico di Central park

Sono 263.831 i decessi legati al coronavirus registrati nel mondo, a fronte di 3.755.379 casi. È quanto emerge dai dati aggiornati dell'università americana Johns Hopkins. Il Cartoon di Marco D'Agostino

A Mosca più contagi che in tutta la Cina I casi registrati nelle ultime 24 ore sono 5.858, il totale sale a 85.973. L'aumento giornaliero del numero di persone infette a Mosca è stato pari al 7,3%.

Mentre in Europa, secondo il conteggio dell’agenzia France Presse, il numero delle vittime ha superato quota 150.000, di cui tre quarti fra Regno Unito (30.076), Italia (29.684), Spagna (26.070) e Francia (25.809). Con un totale di 150.138 morti (su 1.640.799 casi), l'Europa è il continente più colpito dalla pandemia.

71.031 morti e 1.203.502 casi. Negli Usa in 24 ore altri 2mila morti.

E l'amministrazione Trump ha accantonato un documento di 17 pagine elaborato dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l'agenzia sanitaria Usa per la tutela della salute, con i suggerimenti degli esperti alle autorità locali su come e quando riaprire ristoranti ed altri luoghi pubblici durante la pandemia di coronavirus in Usa. Il rapporto, rivolto a dirigenti statali e locali, imprenditori, educatori, leader religiosi, avrebbe dovuto essere pubblicato venerdì scorso ma agli scienziati dell'agenzia è stato detto che le direttive "non vedranno mai la luce".

Numero chiuso al Central Park è una delle ipotesi che si sta facendo strada, New York sta valutando se limitare l'accesso ai parchi pubblici per il timore che con l'arrivo della bella stagione si creino assembramenti con l'impossibilità di far rispettare le regole sul distanziamento sociale. Il sindaco Bill de Blasio sta discutendo soprattutto con il Dipartimento di Polizia per vedere come attuare il piano, dopo che le immagini di un Central Park affollatissimo nell'ultimo fine settimana hanno destato scalpore e polemiche. Intanto il governatore Andrew Cuomo ha prorogato il divieto di sfratto per chi non paga l'affitto perché ha perso il lavoro a causa della pandemia fino al 20 agosto.

Nella sua visita in Arizona, ieri, Donald Trump ha sollecitato la riapertura del Paese anche se il bilancio delle vittime di coronavirus sarà più pesante. "Non possiamo tener chiuso il nostro Paese per i prossimi cinque anni", ha detto in una azienda che produce mascherine. "Alcuni saranno colpiti duramente? Sì. Ma dobbiamo aprire il nostro Paese e dobbiamo aprirlo presto", ha incalzato. Il tycoon ha ribadito il concetto su Abc News: alla domanda se saranno perdute delle vite umane per riaprire l'economia, il presidente ha risposto che "sarà possibile perche' non resteremo confinati nelle nostre case".

Cartoon TrumpKong di Marco D'Agostino

Pechino, nel frattempo, ha criticato gli Usa per i "commenti discordanti, falsi e non sinceri" espressi in questi giorni circa la gestione dell'emergenza da parte della Cina. "Sollecitiamo la parte americana a smettere di provare a spostare la colpa sulla Cina e a passare ai fatti", ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying nella conferenza stampa quotidiana, a proposito delle affermazioni del presidente Trump secondo cui il virus poteva essere fermato in Cina. Trump, tra l'altro, aveva detto che la pandemia negli Usa sta producendo effetti "peggiori di Pearl Harbor" e degli attacchi terroristici al World Trade Center del 2011. E' una cosa che "non sarebbe dovuta mai accadere". Hua ha quindi osservato: "Possono anche dire che la pandemia è paragonabile a Pearl Harbor o all'11 settembre, ma il nemico che gli Usa hanno di fronte è il coronavirus" e Washington dovrebbe "lottare fianco a fianco" con Pechino, "invece che indicarci come nemici". Molti Paesi stranieri, esperti e scienziati "hanno fatto commenti positivi sull'efficacia di prevenzione e controllo della Cina nei confronti del virus". Per la prima volta, inoltre, la Cina ha detto che i ricercatori del Wuhan Institute of Virology sono stati formati in Usa e Francia: "Il laboratorio P4 di Wuhan è un progetto in collaborazione tra i governi cinese e francese", ha notato Hua. La struttura, del valore di 42 milioni di dollari, è stata formalmente aperta nel 2018, con il fondatore del gruppo francese bio-industriale Institut Marieux, Alain Merieux, nel ruolo di consulente.

Intanto sulla polemica sull'origine del virus, gli Stati Uniti hanno "prove significative" del fatto che il Covid19 "possa essere stato originato nel laboratorio" di Wuhan ma non la "certezza". Lo ha detto, pressato dalle domande dei giornalisti il segretario di Stato, Mike Pompeo. "Non abbiamo la certezza - ha detto in una conferenza stampa - e ci sono prove significative che questo venga da un laboratorio". Pompeo poi ha difeso le coerenza delle diverse posizioni espresse riguardo all'origine, con settori dell'intelligence Usa che hanno escluso l'origine in laboratorio: "Queste dichiarazioni posso essere entrambe vere, io le ho fatte entrambe, e sono tutte vere".

Domenica Pompeo aveva parlato di "una prova enorme" che mostrava l'origine dal laboratorio, senza fornire ulteriori dettagli. E nei giorni precedenti Donald Trump ha detto di aver visionato personalmente le prove che indicherebbero che il virus proviene da un laboratorio dell'Istituto di Virologia di Wuhan.

Ultima modifica il Giovedì, 07 Maggio 2020 19:35

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