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Venerdì, 22 Maggio 2020 18:57

Coronavirus, continua a scendere il numero dei malati e dei pazienti in ospedale

Scritto da redenz

Sono 130 i morti in Italia per Coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo rende noto la Protezione Civile. Dall'inizio dell'emergenza le vittime sono 32.616, ma continua a scendere il numero dei malati e dei pazienti in ospedale. I ricoverati con sintomi sono 8.957, con una decrescita di 312 unità rispetto a ieri.

Cala anche il numero dei pazienti in terapia intensiva (595, -45) e delle persone che si trovano in isolamento domiciliare (49.770, -1.281).

Gli attualmente positivi sono diminuiti di 1.638 unità nelle ultime 24 ore, per un totale di 59.322. I guariti sono invece aumentati di 2.160 da ieri e in tutto sono 136.720. I casi totali dall'inizio dell'emergenza sono 228.658 (+652). In tutto sono stati eseguiti 3.318.778 tamponi, i casi testati sono 2.121.847.

"L'Italia è a più velocità ma non abbiamo segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri, sia per quanto riguarda le terapia intensive sia per quanto riguarda i reparti. L'obiettivo è evitare la ripartenza di curve epidemiche sapendo che ci potranno essere degli episodi di ricrescita dei casi nei territori". Ha detto Silvio Brusafferro. Oggi il virus ancora circola e non possiamo allentare le misure di protezione individuale, ha detto ancora il presidente dell'Iss. Tuttavia il piccolo picco in Molise e Umbria è rapidamente rientrato, ha concluso. Il sistema di monitoraggio non è un giudizio o un pagella per le regioni ma è uno strumento. I dati che oggi abbiamo sono dati buoni ma sono dati che ci danno la garanzia della capacità delle regioni di intervenire. In questo momento serve la collaborazione di tutti.

"Non possiamo escludere un incremento nelle prossime settimane - ha proseguito il presidente Brusaferro - ma non si tratta di una pagella settimanale delle regioni. Però possiamo incamminarci con fiducia sapendo che ci potranno essere momenti di incremento dei casi ma sapendo anche che abbiamo un sistema capace di intercettarli".

La questione della "mobilità tra le Regioni va affrontata con un numero di nuovi casi ancora più ridotto rispetto a quello che abbiamo", ha detto il presidente dell'Iss. L'indice di contagi Rt invece "cambia su base settimanale e lo escluderei come criterio al riguardo per gli spostamenti. Ma sono importanti anche le modalità di movimento, cioè come ci si sposta", ha precisato.

"Mantenere costantemente alta l'attenzione di identificazione dei focolai anche durante il periodo estivo". In tal senso "globalmente mi sembra stia aumentando la resilienza da parte delle Regioni", ha aggiunto il neo direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza nella conferenza stampa Iss -. Rezza ha evidenziato che dalla fase 1 alla fase 2 importanti sono la responsabilità dei singoli e la responsabilità pubblica in grado di rilevare piccoli segnali d'allarme.

"I dati del monitoraggio sono al momento incoraggianti. Ci dicono che il Paese ha retto bene le prime aperture del 4 maggio. Ma guai a pensare che la partita sia vinta. Serve massima cautela. Basta poco per vanificare i sacrifici fatti finora", ha commentato il ministro della Salute Roberto Speranza.

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