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Martedì, 25 Agosto 2020 17:18

Zampognara calabrese per Amatrice

Scritto da nefer

Canto dedicato ad Amatrice in occasione del 4° anniversario del sisma.

In occasione del 4° anniversario del terremoto che ha raso al suolo la cittadina di Amatrice, il Gruppo Folklorico “I NUOVI ZAMPOGNARI” di Catanzaro ha voluto ricordare il borgo scomparso eseguendo una commovente versione zampognara il canto “Matrix Pulcherrima” (Amatrice Bellissima) composto da Camillo Berardi su versi di Concetta Persico, figli di questa terra.

L’adattamento musicale del brano per zampogna e piffero è stato curato dal Prof. Giuseppe Mezzatesta ed è stato eseguito dallo stesso M° Mezzatesta al piffero e dal M° Nicola Nisticò alla zampogna. La dolcissima malia zampognara non è priva di acutI e struggenti che interpretano magistralmente il dramma e il lutto causati dalla distruzione sismica.

Il Gruppo Folklorico “I NUOVI ZAMPOGNARI” è stato fondato nel 1988 per volontà dell'attuale Presidente e Direttore artistico Prof. Giuseppe Mezzatesta, con lo scopo di creare per i giovani del proprio quartiere S.Maria di Catanzaro un'attività sana e formativa che li impegnasse fondamentalmente al saper vivere insieme attraverso lo studio, la ricerca e la riproposta di canti e danze popolari della tradizione calabrese. Oltre a quest’obiettivo di ordine sociale ed educativo, il Gruppo “I NUOVI ZAMPOGNARI” si prefigge, sul piano culturale, com'è insito nel nome stesso, il recupero e la rivalutazione degli strumenti calabresi più antichi, quali la zampogna, la "pipita" e lo zufolo di canna, dei quali cura direttamente anche la costruzione artigianale. Le tradizioni zampognare si tramandano dai tempi della Roma Imperiale e Nerone, amante delle arti e della musica, si dilettava a suonare l’utriculus, l’antesignano della zampogna. La voce ”Zampogna”, dal latino “Symphōnĭa”, a sua volta derivata dal greco συμφωνία, significa “Unione di suoni”, “accordo”, infatti, questo strumento musicale, per la sua “sinfonicità spontanea” è in grado di eseguire musiche polifoniche, cioè un insieme simultaneo di suoni con diverse altezze sonore. La zampogna è uno strumento aerofono a sacco nel quale sono inserite più canne e ne esiste una grande varietà, diversificandosi in molteplici tipologie territoriali e assumendo svariate denominazioni nelle diverse regioni geografiche. Lo strumento aerofono a sacco, non aveva alcun collegamento con la tradizione natalizia e il repertorio classico, di tradizione orale, comprendeva canti dedicati alla sposa e al rito delle nozze, nonché serenate, saltarelli, ecc… Lo strumento musicale serviva anche al pastore, per richiamare all’ordine il gregge. Le zampogne di Amatrice sono chiamate “Ciaramelle amatriciane” e hanno la caratteristica unica di essere prive di bordoni (canne che suonano note fisse). Il termine “ciaramella” è probabilmente dovuto al fatto che la zampogna amatriciana nasce dall’unione due ciaramelle, cioè due “oboi pastorali” che eseguono contemporaneamente due melodie distinte, contrariamente alla cornamusa che ha una sola canna digitabile per il canto e diversi bordoni a note fisse.

La zampogna, definita “Organo dei poveri”, viene suonata quasi sempre insieme alla ciaramella, un “Oboe pastorale”, chiamato anche “Oboe dei Poveri”.

Nella tradizione europea si annovera una vastissima famiglia di strumenti musicali aerofoni a sacco e tra questi, oltre alle numerosissime varietà di zampogne diffuse nell’Italia centro-meridionale, esistono tanti altri strumenti più simili alle cornamuse diffuse dalla Romania alla Scozia, come la musette in Francia e in Bretagna, la gaita galiziana e asturiana in Spagna, la piva e la müsa nell’Italia settentrionale e tantissimi altri esempi di strumenti aerofoni a serbatoio. Alcune tipologie di questi straordinari strumenti musicali, possono esse visualizzate nel video di seguito riportato, con l’esecuzione zampognara calabrese del canto “MATRIX PULCHERRIMA ” dedicato ad Amatrice.