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Giovedì, 27 Agosto 2020 20:20

Le tartarughe tornano sempre, l'isola della speranza e dei legami indissolubili

Scritto da Irma Alleva

SPAZIO LIBRI

a cura di Alleva Irma

Oggi con la rubrica SPAZIO LIBRI approdiamo direttamente su un isola molto conosciuta della nostra bella Italia, mai nominata dallautore in maniera esplicita ma chiaramente riconoscibile nelle splendida Lampedusa, sfondo del romanzo Le tartarughe tornano sempre di Enzo Gianmaria Napolillo.

Salvatore è nato quando in pochi conoscevano il nome della sua isola: un luogo di frontiera posto alla fine del mondo, con il mare blu e la terra arsa dal sole. È cresciuto sulle barche, vicino alle cassette di alici, con lo sguardo nell’azzurro, sopra e intorno a lui. Forse è lì che tutto è cominciato, tra ghirigori nell’acqua e soffi nel vento. Di sicuro è lì che ha conosciuto Giulia, anche se lei vive a Milano con i genitori emigrati per inseguire lavoro e successo.

Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l’estate per rivedersi: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d’inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell’estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell’acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra.

Gli sbarchi dei migranti cominciano e non smettono più. L’isola muta volto, i turisti se ne vanno, gli abitanti aiutano come possono. Quando Giulia torna a Milano, il filo che la lega a Salvatore si allenta. La vita non è più solo attesa dell’estate e amore sincero, corse in spiaggia e lanterne di carta lanciate nel vento in una notte stellata. La vita è anche uno schiaffo, un risveglio, la presa di coscienza che al mondo esistono dolore e differenze. Una scoperta che travolge i due ragazzi e che darà valore a tutte le loro scelte, alla loro distanza e alla loro vicinanza.

Giulia e Salvatore ora ne sono sicuri. L'isola è di chi rimane e di chi arriva. Non di chi se ne va. Non di chi dimentica.

Mi ritrovai sotto gli occhi questo libro qualche tempo fa, e dapprima incuriosita dal titolo e poi dalla trama nel retro copertina, non sono stata lì a tergiversare e l'ho acquistato, bè posso dire che oltre ad averlo letto tutto d'un fiato, mi è rimasto nel cuore, forse perchè tremendamente attuale nelle tematiche che affronta. Sì perchè l'autore focalizza l'attenzione su tema drammatici e dibattuti come l'immigrazione, gli sbarchi clandestini, la lotta per la sopravvivenza e lo fa attraverso lo sguardo e la voce dei due ragazzini protagonisti, Salvatore e Giulia chiusi nella bolla del sentimento che li unisce. E che grazie alle dinamiche fuggevoli della loro storia d'amore regaleranno al racconto una nota romantica e gradevole. Appassionante e affascinante grazie allo stile fluido e ricercato, sfiorante il poetico, nonchè alle immagini di luoghi associati per lo più a sbarchi e a centri di accoglienza ma che rimangono meta di un territorio meraviglioso, perfetto per farci sognare.

Perchè leggerlo? E' un libro che ci spinge a superare dei pregiudizi, sulle migliaia di persone che disperate e speranzose arrivano nel nostro Paese, a darci una visione meno banale sul tema migrazione. E poi in contrapposizione l'attaccamento alla propria terra, da parte di Salvatore. Troppo abituato al profumo del mare e alla sabbia della sua isola per non farvi ritorno proprio come le tartarughe che dopo aver toccato nuovi lidi tornano a nidificare nel posto dove sono nate.