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Sabato, 05 Dicembre 2020 18:46

Dpcm di Natale. Consorzio Qualità Abruzzo, grido d'allarme: così ci annientano.

Scritto da nefer

Il Consorzio Qualità Abruzzo, che ad oggi conta più di 70 associati in tutta la regione tra ristoratori, pasticcieri e produttori, ha interrotto il silenzio per esprimere il suo malcontento per le drastiche decisioni prese dal governo che infliggono all’intero settore della ristorazione italiana un ennesimo duro colpo.

Dalla giornata di ieri sino al 15 gennaio è entrato in Gazzetta Ufficiale il nuovo DPCM firmato dal Presidente Giuseppe Conte che dopo aver scongiurato la chiusura delle attività nei giorni di festa, porta con sé la notizia per tutti i ristoratori che potranno restare aperti (sempre fino alle ore 18 in zona gialla) ma solo per i propri concittadini, dato il divieto di uscire dal proprio comune di residenza per i giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno.

Una decisione che nelle grandi città potrebbe non rappresentare un problema profondo ma per i ristoranti ubicati nei piccoli centri, com’è il caso di tanti in Abruzzo, il nuovo DPCM si rivela una beffa che i consorziati di Qualità Abruzzo non possono accettare.

Marcello Spadone, patron del Ristorante La bandiera di Civitella Casanova (Pe), un paese che conta poco più di 1700 abitanti, premette:

“Il comune di Napoli conta più di 1 milione di abitanti, quello di Milano conta 1396 milioni di abitanti, quello di Roma addirittura conta 2837 milioni di abitanti...e ne potrei citare tanti altri. La provincia di Pescara conta solo 318 mila abitanti. Il comune di Civitella Casanova conta 1702 abitanti e l’80% ha più di 70 anni." Chiede: "Perché questo accanimento con i ristoranti dei piccoli centri? Perché chiudere nelle festività che per noi rappresentano i giorni di maggior lavoro, tutti i comuni senza tener conto del numero degli abitanti? Se c’è qualche persona sapiente e cortese, che riesca a farmi capire come sono arrivati a questo DPCM (secondo me scellerato e senza senso), gliene sarei davvero grato...molto grato".

Gli fa eco il presidente di Qualità Abruzzo Sandro Ferretti:

"come Consorzio coeso ed unito, tutti insieme, cuochi, pasticceri, gelatieri e produttori dobbiamo stringerci e darci manforte l’un l’altro. Non possiamo più restarcene qui in silenzio, dobbiamo far sentire la nostra voce, dare dimostrazione che la nostra non è una categoria minore, anzi, siamo il motore della nostra nazione, ricca di tesori naturali, artistici, storici ed enogastronomici. Senza il turismo, tenendo l’interno comparto enogastronomico così fermo, stiamo colando a picco tutti e non possiamo permettercelo per il nostro futuro, per la nostra regione e per la nazione intera.

Rivolgeremo subito il nostro appello alla Regione Abruzzo e poi a Conte, chiederemo la revisione dei codici Ateco se necessario perché non abbiamo più la possibilità di non lavorare. Durante il primo lockdown chi ha potuto ha anticipato con i propri fondi la cassaintegrazione ai dipendenti, ma adesso non ce la facciamo più. Continuando così perderemo attività storiche, aziende, ristoranti stellati e piccole trattorie che con anni di profondo sacrificio hanno fatto dell’Italia il paese più bello al mondo”.