Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


Sabato, 12 Dicembre 2020 19:18

Abruzzo zona rossa solo per oggi: polizia costretta a far chiudere negozi aperti.

Scritto da redenz

Italexit: "Abruzzo assassinato". Abruzzo in zona rossa per un giorno solo, torna, domani, in area arancione dal 13 dicembre con ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza.

La decisione di oggi del Tar regionale sospende l’ordinanza del Presidente Marsilio, giudicata illegittima, che anticipava al 7 dicembre l’Area Arancione.

Nell'Abruzzo zona rossa per un giorno, le forze dell'ordine sono state costrette a far chiudere i negozi che avevano aperto. Chi per protesta, chi perché nella confusione totale di ieri non aveva capito come muoversi, infatti, sono state molte, in tutta la regione, a partire da Pescara, le attività commerciali che stamani hanno aperto al pubblico, pur non potendo farlo.

A dispetto delle maggiori restrizioni in vigore fino a domani, quando l'Abruzzo passerà in area arancione, tanta la gente in giro nel centro di Pescara, come se fosse un normale sabato mattina prenatalizio. Nel capoluogo adriatico Polizia e Carabinieri hanno fatto il giro dei negozi, ricordando le regole in vigore fino alla mezzanotte. Attività analoga è stata svolta dalle forze dell'ordine nelle altre città.

Per il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio "la pervicace azione del governo produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni, ormai persino tendenti al giallo". "Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un 'pericolo' così grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni. Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo", ha scritto in un lungo comunicato, pubblicato anche su Facebook.

"Mi sento con la coscienza a posto - prosegue - ho tutelato la salute dei cittadini adottando senza indugio le misure restrittive necessarie, e ho agito di conseguenza quando i dati mostrano un numero di guariti doppio o triplo dei nuovi contagiati da una settimana, tenendo conto della tenuta economica del territorio. A un atteggiamento pragmatico e aderente alla realtà dei fatti, il governo preferisce una rigida e tetragona applicazione burocratica delle norme. Rifiutandosi, come ha fatto sin dal 2 dicembre scorso, di applicare un potere di deroga che è previsto dalle norme stesse, senza dare nessuna spiegazione di questo rifiuto".

"Pochi minuti dopo la pubblicazione della sentenza del Tar - aggiunge - ho ricevuto la telefonata del ministro Speranza che mi trasmette il testo dell’ordinanza, alla sua firma questa sera, che riconosce l’Abruzzo in zona arancione. A partire da domenica. Si consuma così uno di quei capolavori di burocrazia amministrativa che rende le istituzioni incomprensibili ai cittadini". Secondo quanto riferiscono fonti di governo, tuttavia, "non si tratta di burocrazia, è Marsilio che non ha rispettato le regole. Il Tar ha messo ordine e questa vicenda si chiude con un messaggio chiaro: nessuno arbitrariamente può modificare le diverse fasce".

"Con la sentenza del Tar Abruzzo è stato ripristinato il principio della tutela prioritaria della salute. È necessario sempre lavorare insieme, soprattutto quando si devono prendere decisioni che impattano sulla tutela della salute dei cittadini", afferma in un comunicato stampa il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

“Nascondere la propria approssimazione e superficialità sembra essere diventato il primo scopo del Presidente Marsilio, che grazie alle sue (dis)ordinanze continua a creare il panico in Regione Abruzzo, non soddisfatto evidentemente delle pessime figure già fatte nel corso della prima ondata. Questa volta prova a far passare per capolavoro di burocrazia amministrativa quello che è, in realtà, il solo rispetto delle regole e delle leggi. Il pronunciamento del Tar non fa altro che riportare le cose al proprio ordine, mettendo la parola fine a un gioco propagandistico portato avanti sulla pelle degli incolpevoli abruzzesi. Mi domando adesso con quale credibilità il Presidente Marsilio, che poche settimane fa ripeteva sulle tv nazionali che tutta Italia sarebbe diventata zona rossa mentre alla fine è rimasto solo l'Abruzzo, possa invitare la cittadinanza al rispetto delle norme. Ha dato un esempio pessimo, che fa passare un messaggio irresponsabile e perfino pericoloso”.

Ad affermarlo è il Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi: “Se il centrodestra tutto, Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, avesse messo nello sblocco di risorse a sostegno del tessuto economico abruzzese lo stesso impegno che sta mettendo nello scontro istituzionale col Governo nazionale, adesso probabilmente staremmo raccontando una situazione migliore. Mentre il MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale ha fatto di tutto per consentire lo stanziamento di fondi, con un'opposizione costruttiva e non ostruzionistica, in Abruzzo continua a mancare la competenza della Giunta, incapace di rendere esecutive le leggi in tempi ragionevoli. E il fatto che, nonostante tutto, il centrodestra trovi anche il tempo di buttarsi in liti pretestuose contro il Governo nazionale è un segnale grave. Sono desolata per quei commercianti che sono costretti a pagare sulla propria pelle questo comportamento irresponsabile e inaccettabile da chi, oltre a dover governare al meglio la Regione, dovrebbe anche essere di esempio per la cittadinanza”, conclude.

Il coordinamento Provinciale Italexit con Paragone - Pescara commenta:

"Ci duole rappresentare che questo perverso gioco protratto da alcuni giorni, non fa altro che gettare nell’incertezza e nello sconforto migliaia di famiglie e attività commerciali abruzzesi. Il problema non è chi abbia fatto bene o fatto male, chi ha rispettato la legge o l’abbia aggirata, il problema è che hanno ucciso l’abruzzo ed in particolar modo tutte quelle attività che se anche per un giorno si trovano a ritrovarsi chiuse. Ma a noi non piace esser miopi ma vogliamo esser presbiti. Pensate semplicemente che nel mese di dicembre si fattura almeno il 20/30% del ricavo annuale, dove migliaia di commercianti e ristoratori non potranno lavorare a natale perdendo migliaia di euro uscendo dalla zona arancione il 27 dicembre. Non si sono resi conti affatto che in quel gioco perverso, hanno solo creato danni per migliaia di famiglie e imprese commerciali di nuovo lasciate a se stesse, nessuno chiede scusa, nessuno se ne assume la responsabilità, ma oramai siamo sudditi non più cittadini di un paese democratico, dove si regna a colpi di DPCM che sembrano editti, i quali come strumento temporaneo e atto amministrativo per loro definizione, assumono sempre più la forma di suprema lex “declassando la costituzione a noi cara a carta straccia”.

Ultima modifica il Sabato, 12 Dicembre 2020 19:42