Il Cervino è una montagna aristocratica, solitaria, elegante, fragile, scontrosa. Considerata la “montagna perfetta”, la sua cima sarà l’ultima ad essere conquistata tra le over 4000 delle Alpi. Nel 1861, un giovane londinese di nome Edward Whymper, di professione illustratore, arriva nella valle del Breuil. Quando gli appare il Cervino nella sua maestosità, il ragazzo, che ha solo 21 anni, rimane folgorato da quella visione.
Cerca fra gli abitanti della Valtournenche, per lo più pastori e cacciatori, qualcuno in grado di scalarlo. Trova Jean Antoine Carrell, il solo che da quasi tre anni prova a raggiungerne la cima. Whymper e Carrell si trovano uniti dalla stessa passione. Negli anni a seguire i due compiranno numerosi tentativi ma la difficoltà delle pareti, il clima avverso, le insidie della roccia porterà loro una lunga serie di sconfitte e di rinunce. La montagna non è ancora pronta per essere conquistata. Nel 1865, quando un ministro del nuovo regno d’Italia, Quintino Sella, affida a Carrell il compito di preparare una spedizione tutta italiana alla conquista del Cervino, Whymper si sente tradito, si sposta a Zermatt, da dove organizza a sua volta una ascensione con guide svizzere e suoi compatrioti inglesi. La sfida è cominciata. Il 14 luglio 1865 la cordata di Wimper raggiunge la vetta del Cervino. Le urla di gioia per l’avvenuta conquista vengono sentite da Carrell e i suoi compagni, che, distanti circa 200 metri dalla cima, non riescono a superare l’ultimo ostacolo e decidono a quel punto di tornare indietro nella delusione più cocente. Edward Whymper ha vinto! Il suo nome resterà per sempre legato al Cervino. Ma la sorte ha deciso che quella non sarà una bella giornata neppure per i vincitori. Durante la discesa infatti, il primo della cordata di 7 uomini scivola trascinando nel vuoto altri tre compagni prima che la corda si spezzi. Wimper sopravvive insieme a due guide di Zermatt, padre e figlio. Carrell, ignaro di quello che è successo, discende per ritentare due giorni dopo con una nuova spedizione e questa volta finalmente riesce a raggiungere la vetta e coronare il suo sogno. E’ il 17 luglio 1865. Nel giro di 3 giorni il Cervino è stato conquistato due volte, dal versante svizzero e da quello italiano. Da quel giorno il Cervino attirerà tanti altri scalatori, da tutto il mondo. Ma saranno le guide della Valtournenche ad aprire continuamente nuove vie su tutti i versanti. L’alpinismo conoscerà il suo periodo più glorioso. Le vacanze in montagna diventano una moda salubre e cambiano per sempre la vita delle valli. Arriviamo al 1965. Sono passati 100 anni dalla sua conquista, ma il Cervino non ha ancora smesso di affascinare gli appassionati di montagna. Walter Bonatti, il più forte alpinista dell’epoca, uno che ha conquistato tutto, un vero artista nell’apertura di nuove vie, decide che è giunto il momento di rendere omaggio a Whymper e Carrel. La via scelta è la direttissima lungo la parete nord del Cervino, in pieno inverno, in solitaria. Mai nessuno aveva osato tanto. E’ considerata un’impresa impossibile per la difficoltà della parete tutta a strapiombo e per le condizioni climatiche.
La notizia del nuovo tentativo di Bonatti si diffonde. Una folla di persone lo segue dalla valle con grande apprensione. Ma le sue tracce si perdono tra la neve, gli anfratti e gli speroni di roccia. Bonatti, solo con se stesso, sta affrontando una delle prove più impegnative della sua carriera. Il 22 febbraio 1965, dopo 5 giorni di arrampicata estrema e 5 lunghe notti trascorse appeso alla parete, Bonatti raggiunge finalmente la cima. E’ stremato, incredulo, ma felice. Abbraccia la croce piantata sulla vetta quasi a voler trovare un po’ di conforto. Walter Bonatti ha vinto la sfida! E dopo 100 anni il Cervino è ancora protagonista! Messner racconta la grandezza dell’impresa compiuta dal suo amico e maestro Bonatti (che al suo arrivo annuncia che con quella scalata chiude la sua carriera di alpinista) e introduce il giovane Hervé Barmasse, l’erede delle arrampicate in stile alpino. Il Cervino è una montagna di difficile comprensione, pretende una preparazione fisico-mentale molto rigorosa soprattutto per chi vuole spingersi su percorsi meno battuti. A causa della sua forma spigolosa e della roccia poco resistente che genera frane frequenti, è anche molto pericolosa. Hervè Barmasse, soprannominato il figlio del Cervino, conosce quelle pareti come le sue tasche. Lui fa parte di una grande famiglia di guide alpine, dalla quale eredita la passione per un alpinismo classico e romantico. Barmasse apre nuove vie, spesso in solitaria, sa di rischiare ma ama e rispetta la “sua montagna” come nessun altro. Ma oggi l’alpinismo sta vivendo anche una nuova fase. Velocità e cronometro diventano due elementi peculiari, una via per raggiungere la cima diventa una pista per correre. Coloro che si cimentano in questa nuova disciplina vengono chiamati “sky-runner”. Lo Spagnolo Killian Jornet Burgada, il 21 Agosto del 2013, sotto gli occhi esterrefatti della gente, riesce a stabilire un record impressionante: 2 ore, 52 minuti e 2 secondi dalla chiesa di Cervinia alla cima del Cervino e ritorno. Incredibile!
Programmazione:
Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO Venerdì 25 Dicembre h22.45
BUENOS AIRES Sabato 26 Dicembre h00.45
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PECHINO/PERTH Sabato 26 Dicembre h20.00
SYDNEY Sabato 26 Dicembre h 23.00
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG Sabato 26 Dicembre h08.15



