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Lunedì, 21 Dicembre 2020 18:55

Natale sostenibile. I cinque semplici consigli del WWF.

Scritto da nefer

Dal menù agli addobbi, l'auspicio sul mettere da parte progetto di tagliare 8mila ettari del Parco Silente Velino in Abruzzo

L’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19 è ancora protagonista delle nostre vite e il Natale che ci aspetta sarà diverso da quelli passati.  

Anche in questa situazione difficile è però adottare delle soluzioni sostenibili che rispettano le tradizioni, tutelando l’ambiente. In vista delle feste natalizie il WWF ha aggiornato anche la pagina Ecotips, dove ci sono tanti consigli su cibo, scelte e abitudini, da seguire per proteggere il Pianeta con i nostri piccoli e semplici gesti quotidiani. Scopri di più su wwf.it/ecotips  

 

Per le feste 2020/21 il WWF propone cinque semplici consigli per rendere più sostenibili anche i giorni di festa e l’auspicio di un regalo per la nostra regione. 

  

Consiglio n. 1: un menù buono e sostenibile. 

Quest’anno a tavola non potremo essere tantissimi, ma sicuramente non mancherà la tradizione del pranzo. Per realizzarlo esistono piatti della cucina tradizionale italiana, oltre a quelli strettamente vegetariani, perfetti per bilanciare il gusto e il rispetto della natura. Fra questi le zuppe di legumi, i tortelli di zucca, i carciofi alla romana o fritti, un’insalata di rinforzo campana. Potete anche preparare ricette “green” sostituendo, ad esempio, il ragù di carne con verdure o legumi. Per il pesce preferite specie meno conosciute e poco richieste, come il sugarello, il tonnetto allitterato, il tombarello, lo zerro, il muggine, il pesce serra. 

Per non sbagliare a tavola seguite 3 principi fondamentali: prodotti di stagione, locali, zero sprechi di cibo con l’aggiunta della taglia giusta per il pesce! E per approfondire consultate la guida al consumo di pesce sostenibile sul sito pescesostenibile.wwf.it 

  

Consiglio n. 2: lumi e addobbi a basso impatto ambientale. 

Esistono luminarie salva-clima per l’albero o il presepe. Scegliete luci e luminarie a Led evitando quelle ad incandescenza. Le luci a Led sono un po’ più costose delle altre, ma durano di più e consentono un sicuro ammortamento nel tempo dell’investimento grazie anche ad un risparmio in bolletta di circa il 40%. Minor consumo di energia vuol dire meno emissioni di CO2 nell’atmosfera, quindi minori impatti sul clima. Sono inoltre più sicure in quanto generano poco calore, minimizzando il rischio di incendi dovuti al surriscaldamento. Per l’esterno scegliete luminarie dotate di un pannello fotovoltaico: basta 1 ora di sole per averne 10 di luce! Per gli addobbi natalizi esistono materiali riciclati, ecosostenibili e addirittura decorazioni commestibili realizzate con frutta e verdura di stagione in pieno stile natural-chic: ghirlande di foglie secche, ghiande e rametti dai colori autunnali per il centrotavola, pigne naturali e tappi di sughero usati come segnaposto. Lasciate invece in natura muschio, agrifoglio, vischio (tutte specie protette), felci e fiori invernali. 

 

Consiglio n. 3: un albero sempre verde. 

La cosa migliore da fare è addobbare piante che già possedete o acquistare un sempreverde nostrano (ginepro, corbezzolo, agrume) adatto ai nostri climi. Se volete l’abete, prendetelo in un vivaio locale, controllando la provenienza e la presenza di un idoneo pane di terra e di radici vitali. Trattatelo con cura e dopo le feste trasferitelo in un vaso più grande, posizionato in una zona fresca e umida del terrazzo o del giardino. Per essere più creativi potreste optare per un albero “fai da te” con materiali di riciclo o di recupero. Per gli addobbi, scegliete decorazioni di vetro, legno, oppure di pasta di sale colorata, magari da realizzare con i bambini. Un’altra soluzione è la frutta secca, il marzapane o catenelle di popcorn che, trascorso il Natale, potrete mettere sul terrazzo per rifocillare gli uccelli infreddoliti. 

  

Consiglio n. 4: regali… mettendoci il cuore! 

Pacchetti originali recuperando giornali, spartiti musicali, fumetti, ma anche tessuti o carta riciclata. Evitate la carta metallizzata, non riciclabile. Per decorare il pacco utilizzate rafia, corda, bastoncini di spezie, al posto dei nastri di plastica. Niente regali provenienti dal traffico illegale di specie, scialli di shahtoosh, gioielli di carapace di tartaruga o denti di squalo, pelli e artigli di grandi felini, ossa di cetacei intarsiate, zanne e pelli di elefante, coralli e conchiglie. Non regalate animali esotici ed eventualmente prendete animali domestici da canili e gattili dopo aver appurato l’effettiva disponibilità ad accudirli nel rispetto delle loro specifiche esigenze. Una scelta bella e originale, potrebbe essere quella di aderire alla campagna WWF “A Natale mettici il cuore”, regalando o regalandosi l’adozione di una specie fra le più minacciate e vittime di fenomeni come la distruzione di habitat e il commercio illegale. Sul sito wwf.it/adozioni è possibile adottare simbolicamente uno dei tanti animali a rischio e in questo modo si sosterranno i progetti WWF a loro tutela. Scegliendo il kit di adozione digitale, poi, il regalo sarà a impatto zero! 

 

Consiglio n. 5: facciamo meno rifiuti. 

I rifiuti nel periodo delle feste di Natale aumentano in media del 30%: diventiamo tutti super-consumatori rispetto ad altri giorni dell’anno. Non aggiungete altro inquinamento a quello già pressante che ha visto un largo utilizzo del monouso per esigenze sanitarie. Per un Natale #plasticfree occhio agli imballaggi, scatole, bottiglie. Usate piatti e bicchieri del “servizio buono” per pranzi e cenoni. Se proprio avete necessità di usare contenitori monouso, adoperate quelli in bioplastica, carta o bambù che smaltirete, anche sporchi, con gli scarti alimentari. Cercate di fare acquisti quanto più possibile di prodotti sfusi e artigianali di qualità. Riducete il volume degli imballaggi prima di buttarli, separate il più possibile le varie componenti di un imballaggio e fate sempre la raccolta differenziata. 

  

E infine, un regalo per l’Abruzzo! 

Ci piacerebbe che il Natale di questo anno difficile portasse in dono una maggiore attenzione per l’ambiente che mai come in questo momento storico, è indice anche di attenzione verso la salute umana. E allora un gesto importante per la nostra regione sarebbe quello di mettere da parte il progetto di tagliare 8.000 ettari dal Parco regionale Sirente-Velino: unico parco regionale abruzzese dove vivono orsi e lupi, camosci e aquile e dove è possibile realizzare progetti di sviluppo sostenibile che consentano a chi ancora resiste su questi territori di avere un futuro. 

Sarebbe un bel segnale di attenzione verso biodiversità abruzzese, vero nostro capitale naturale a cui dobbiamo acqua, aria e terra pulita e che può offrirci infinite opportunità di crescita sociale e economica. 

 

Ultima modifica il Lunedì, 21 Dicembre 2020 19:20

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