"Recintata l'area della (ex) spiaggia libera a sud di bagni Bruno per realizzare lo stabilimento balneare della Finanza, autorizzato nel 2017 dal sindaco/finanziere Maragno".
L'architetto afferma: "La vicenda parte dalla Variante al Piano Spiaggia che, nel 2017, ha assegnato un nuovo tratto di spiaggia libera scambiandolo con un tratto vicino allo scolo fognario in Zona PP1 su cui è stata spostata la spiaggia libera". Secondo Di Giampietro sarebbe "un ulteriore passo di privatizzazione del demanio marittimo" e ricorda la vicenda estiva dello smantellamento delle "spiagge accessibili per i diversamente abili e la concessione "temporanea" ad altri alberghi". Suggerisce di rivedere il Piano demaniale marittimo comunale (Piano Spiaggia), in particolare: "Controllando la effettiva destinazione 'permanente' di almeno il 20% delle spiagge, come prevede la legge, a spiaggia libera, attrezzata, equamente distribuita, arredata (siepi parasabbia, alberate ombrose, isole ecologiche per i rifiuti, parcheggi bici, fontane pubbliche), con l'uso garantito di servizi e ristoro degli stabilimenti balneari adiacenti".
Individuare "Aree naturalistiche in cui ripristinare e conservare l'originario paesaggio dunale verde", "un piano del verde per qualificare il lungomare e dei progetti di ingegneria naturalistica e fitodepurazione con cui bonificare e trasformare le aree degradate degli sbocchi fognari a mare esistenti".
In ultimo chiosa:
"Intanto, cominciamo a far rispettare la legge, comminando una idonea multa al cantiere dei finanzieri, che non espone il dovuto cartello di cantiere con tutti i dati del progetto, prescritto dalla normativa. Perché, in questa città tutti sono speciali, ma nessuno è esonerato dal rispetto delle regole".



