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Mercoledì, 20 Gennaio 2021 17:27

Pescara. Arrestato in Turchia foreign fighter di origine abruzzese.

Scritto da A.C.

atterrato ieri all'Aeroporto d'Abruzzo di Pescara

E' un 24enne foreign fighters italiano che ha combattuto con alcuni gruppi terroristici affiliati ad Al Qaeda in Siria e Iraq, è stato arrestato dalla Polizia in Turchia al termine di un'indagine iniziata nel 2015 dall'Antiterrorismo e dalla Digos di Pescara. Destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare emessa nel 2017, il 24enne è stato rintracciato nei pressi di Idlib, in Siria. Grazie alla collaborazione delle autorità turche e degli uomini dell'Aise, il giovane è stato trasferito ad Hatay dove è stato preso in consegna dalle nostre autorità di polizia.

Le accuse nei suoi confronti sono associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, arruolamento, apologia del terrorismo e istigazione a commettere crimini aventi tali finalità. L'indagine è stata coordinata dalla procura de L'Aquila: il giovane, che fin da poco dopo la nascita si è trasferito in Svizzera con la famiglia, si è convertito all'islam da minorenne e successivamente ha intrapreso un percorso di radicalizzazione. Dopo aver spostato l'ideologia jihadista, il 24enne si è trasferito nel 2014 in medio oriente, aderendo a Jabat Fatah al Sham, una formazione di stampo qaedista, insieme alla moglie, una cittadina turca dalla quale ha avuto tre figli. Le indagini degli uomini e delle donne dell'Antiterrorismo e della Digos hanno consentito di accertare che il giovane ha partecipato anche a dei combattimenti tra le fila dei gruppi terroristici affiliati ad Al Qaeda tra la Siria e l'Iraq e ha svolto attività di proselitismo. Le informazioni ottenute in seguito ad una rogatoria internazionale e la collaborazione della Turchia hanno consentito agli investigatori di localizzarlo nell'area di Idlib, dove viveva con la famiglia: il giovane, una volta rintracciato, ha chiesto di potersi consegnare alle autorità italiane. Gli uomini dell'Antiterrorismo, dell'Aise e della Digos di Pescara sono così andati ad Hatay, città nei pressi del confine siriano, per prendere in consegna il 24, che ora è già in carcere in Italia.

La moglie e i tre figli, invece, sono rimasti in Turchia per volontà degli stessi coniugi. Si legge su Ansa.

"Sono state indagini complesse, lunghe e delicate che hanno visto impegnati i nostri agenti con i metodi tradizionali di investigazione attraverso anche la consultazione dei social. Parliamo di indagini che hanno riguardato una persona operante in un Paese straniero ed in territorio di guerra e che, proprio per la loro delicatezza ci hanno visto lavorare in grande sinergia con la Direzione Centrale della Polizia di Stato".

Così questa mattina il Questore di Pescara Luigi Liguori nel corso della video conferenza stampa tenuta per illustrare i dettagli che hanno portato ieri personale del Servizio per il Contrasto all'Estremismo e Terrorismo Esterno della DCPP/UCIGOS ad eseguire l'ordine di custodia cautelare in carcere emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo dell'Aquila, a carico di un 24enne, cittadino italiano, di origini abruzzesi e in particolare del pescarese, anche se nato e residente in Svizzera, per aver partecipato ad un'associazione terroristica di matrice islamica, Jabhat Al Nusra, affiliata al movimento terroristico Al Qaeda.

Il giovane, accusato di associazione terroristica di matrice islamista e di istigazione a delinquere, ieri mattina è arrivato all'aeroporto di Hatay in Turchia dove i poliziotti turchi hanno consegnato a quelli italiani il foreign fighter di origini abruzzesi che, una volta terminate le procedure di rito, è stato imbarcato su un volo di Stato diretto all'Aeroporto d'Abruzzo di Pescara dove è atterrato nella serata di ieri. Sulla pista dello scalo abruzzese c'erano ad attenderlo gli investigatori della Digos che lo hanno condotto in Questura.

Il giovane attualmente è a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Come ha spiegato il dirigente della Digos di Pescara Leila Di Giulio "Le indagini sono iniziate alla fine del 2014 ed hanno consentito di acquisire numerosi elementi probatori circa il reale sostegno del cittadino italiano alle fazioni terroristiche operanti in quei territori di guerra. Per giungere all'individuazione dell'arrestato importante è stata la collaborazione delle polizie svizzere e turche". 

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Gennaio 2021 17:37