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Mercoledì, 16 Giugno 2021 11:59

Truffe, estorsioni, esplosioni: Carabinieri di Montesilvano scoprono rete criminale.

Scritto da Angela Curatolo
esplosione esplosione

L'incendio di due veicoli e un ordigno davanti all'abitazione di un imprenditore, nel 2018, innescano le indagini dei Carabinieri di Montesilvano, da poco concluse, su fatti di estorsione, truffa locale, nazionale e internazionale, dominata da un'associazione il cui dominus abitava a Pescara.

Sono due i gravi eventi delittuosi di matrice estorsiva ai danni di un imprenditore del luogo accaduti in Città Sant’Angelo (PE), la notte del 14 agosto 2018 e alle prime ore del 18 novembre 2018che hanno dato il via a lunghe indagini dei Carabinieri che hanno, purtroppo subito rallentamenti per la Pandemia.

L’incendio di un autocarro e il danneggiamento di un’autovettura attinta da colpo di pistola ad un pneumatico e il successivo, più rilevante, riguarda l’esplosione di un potente ordigno rudimentale collocato davanti all’abitazione dell’imprenditore che la notte del 18 novembre 2018 danneggiava irrimediabilmente l’immobile della vittima, nonchè i muri esterni e interni di un appartamento in ristrutturazione di un prossimo congiunto.

L’attività investigativa posta in essere dagli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Montesilvano trae origine proprio da questi due episodi.

Le indagini

In conseguenza dell'esplosione dell'ordigno, il personale del Nucleo Operativo sequestrò l’area interessata, effettuando i rilievi tecnici fotografici che consentirono di rinvenire i frammenti dell’ordigno esploso, acquisì le prime immagini registrate dal sistema di videosorveglianza fatto appositamente installare nei pressi dell’abitazione dell’imprenditore subito dopo il primo episodio del 14 agosto 2018.

Il footage

L’analisi del footage permisero di ricostruire le fasi della consumazione dell’evento delittuoso: si notò che poco prima della mezzanotte un uomo, sopraggiunto a bordo di un’autovettura, dopo averla parcheggiata nei pressi dell’abitazione interessata, collocò l’ordigno in corrispondenza del muro perimetrale e, a piè veloce, si allontanò verso un vicino canneto, prima che si verificasse la violenta esplosione.

Le risultanze acquisite dai sopralluoghi effettuati presso l’abitazione, le immagini acquisite, e la denuncia formalizzata dalla stessa vittima fecero emergere i primi sospetti su una persona di origine pugliese.

L’attività d’indagine proseguì quindi con le operazioni di intercettazione telefonica sulle utenze in uso alle persone coinvolte, al fine di verificare la genuinità delle dichiarazioni rese dal denunciante, accertare il vero movente ed apprendere i fatti che avevano originato i primi due gravi episodi criminosi collegati fra loro.

La prolungata e complessa attività investigativa, permise di accertare i contatti fra il soggetto cerignolano, indicato dagli inquirenti come il mandante, ed un altro di origine albanese, l'esecutore, entrambi con precedenti di polizia e di rilevare le certe responsabilità di questi ultimi nell’ennesimo tentativo incendiario avvenuto il successivo 19 dicembre 2018, ancora una volta ai danni del medesimo imprenditore, e di individuare il vero movente che si celava dietro la reiterata sequela di attentati intimidatori, 4 in totale. Nei più recenti, del 19 dicembre 2018 e del 24 maggio 2019, fu determinante e tempestivo l’intervento del personale del Nucleo Operativo di Montesilvano che monitorava l’abitazione della vittima sin dal 19 novembre 2018. In entrambi i casi vennero resi inermi due ordigni che avrebbero potuto creare seri pericoli per l’incolumità dell’imprenditore vittima di estorsione, della sua famiglia e di tutto il vicinato.

L’attività d’indagine ha permesso di riscontrare che effettivamente i membri dell’organizzazione criminale utilizzavano metodi minacciosi e violenti per convincere le proprie vittime a cedere alle ingiuste ed illecite pretese ed inoltre aveva disponibilità di armi di qualsiasi tipo ed esplosivi.

L'indagine proseguì sino ad oggi rivelando il nome del 'dominus'

Il proseguo dell’attività info-investigativa permetteva di accertare che all’origine degli attentati intimidatori a danno dell’imprenditore vi erano, in verità, i numerosi e più concreti interessi economici da parte di una vera e propria organizzazione criminale, con a capo il soggetto di Cerignola, quale “dominus”, volta ad acquisire - mediante plurime e reiterate condotte estorsive - il controllo di varie attività commerciali (piccole aziende, night, supermercati, società ed altro) scelte ad hoc per “riciclare” e gestire i profitti illeciti, proventi di reiterate negoziazioni fraudolente poste in essere dal sodalizio in danno di molteplici attività commerciali, società finanziarie e di leasing sotto le mentite spoglie di società gestite da prestanome, attraverso la quale venivano portate a compimento circa 50 truffe a carico di medi e grandi imprenditori in campo nazionale.

Profitti illeciti per un ammontare di 1.000.000,00 di euro che l’organizzazione criminale nella maggior parte dei casi faceva confluire presso il capannone di una ditta in Bellante (TE), per la successiva redistribuzione e commercializzazione dei beni in altri esercizi commerciali molti di essi gestiti da associati o con l’alienazione fraudolenta all’estero in species verso l’Albania (come nel caso delle autovetture).

La sede dell’organizzazione criminale è stata individuata in Pescara, era nell’abitazione del nucleo familiare del pugliese come autovetture di grossa cilindrata di elevato valore, merci di qualsiasi genere.

I numerosi sequestri di documentazione finanziaria, fiscale e bancaria, hanno dimostrato il vincolo associativo fra 13 (tredici) delle 20 persone indagate e permesso di accertare la perpetrazione di ben 70 reati complessivi.

Nel frattempo il dominus pugliese, colpito dalla misura cautelare, è stato dichiarato “latitante”.

In seguito all'indagine sono state denunciate in stato di libertà 20 persone per i reati di associazione per delinquere operante in campo nazionale, 10 e transnazionale,11 finalizzata alla acquisizione diretta ed indiretta della gestione e del controllo di attività economiche

Le vittime di tali attività illecite sono circa 10 in Abruzzo, 40 in Albania, medi e grandi imprenditori dimoranti nelle zone del pescarese, del teramano, nelle Marche, in Umbria, in Emilia Romagna, in Lombardia.

Sono state arrestate su ordinanza di custodia cautelare personale complessivamente 5 persone, di cui 3 in carcere e n.2 in regime di arresti domiciliari.